Liberty Media, titolare dei diritti commerciali della Formula 1, e il Gran Premio di Las Vegas hanno raggiunto un accordo transattivo multimilionario per porre fine a un’azione legale collettiva relativa alla gara inaugurale del 2023.
L’incidente costrinse la direzione gara a esporre immediatamente la bandiera rossa dopo solamente nove minuti e, poco dopo, ad annullare la sessione, ritardando anche la seconda ora di attività, così da permettere agli addetti ai lavori di controllare ogni singolo tombino del tracciato cittadino. I tifosi presenti, che avevano pagato il biglietto, si ritrovarono così senza alcuno spettacolo. Le prove vennero poi riprogrammate a notte fonda quando erano le 2:30 locali, ma a causa delle rigide normative della città di Las Vegas sugli orari, al pubblico non fu consentito l’accesso alle tribune, alimentando ulteriormente polemiche e malcontento.
Adesso, dopo un lungo procedimento, il Tribunale del Nevada ha sentenziato che le parti dovranno versare una somma di 3.047.986 dollari, andando così a risarcire coloro che possedevano dei biglietti validi solo per la giornata del giovedì o per i tre giorni, indipendentemente dal fatto che li abbiano acquistati direttamente dai convenuti o che abbiano ricevuto biglietti ceduti da questi ultimi.
"Siamo lieti che la questione abbia trovato una soluzione equa per i tifosi e che offra una via d’uscita. La nostra attenzione rimane concentrata sul prossimo Gran Premio di Formula 1 Heineken di Las Vegas 2026 e sull’offrire un’esperienza di livello mondiale ai nostri fan", ha dichiarato l'organizzazione del GP di Las Vegas in un comunicato diretto alla testata americana The Athletic.
Il rimborso, così come voluto dal tribunale americano sarà dunque parziale. Nella nota ufficiale si legge infatti: "È stato raggiunto un accordo in una class action tra gli imputati Liberty Media Corporation, Las Vegas Grand Prix, Inc. e le persone o entità che sostenevano di avere diritto, insieme alla classe di beneficiari dell’accordo, a un rimborso parziale del prezzo del biglietto per il Gran Premio di Las Vegas del 2023, poiché gli imputati hanno dovuto posticipare la seconda sessione di prove libere e successivamente hanno revocato l’ammissione della classe di beneficiari senza giusta causa prima dell’inizio della FP2. L’accordo proposto non costituisce ammissione di colpa da parte degli imputati, che negano ogni accusa di illecito e declinano ogni responsabilità in merito a tutte le rivendicazioni contenute nella causa".