Flavio Briatore, oggi consigliere esecutivo del team Alpine, rappresenta uno dei pochi manager in attività durante la cosiddetta "Era Ecclestone", ovvera quella dei ruggenti anni 90 e 2000, e che al contempo abbia anche conosciuto l'attuale dirigenza legata a Liberty Media.
Il settantaseienne manager cuneese ha iniziato la propria carriera nella Massima Formula alla fine degli anni ottanta, divenendo campione del mondo con la Benetton nel biennio 1995-1996 guidata da Michael Schumacher, per poi ripetere la stessa impresa dieci anni dopo, nel 2005 e 2006, con lo stesso team ribattezzato Renault e grazie alle gesta di Fernando Alonso.

Dopo un lungo esilio dalla F1, nel 2024 Briatore è tornato al luogo dei suoi successi per condurre di nuovo il team di sede a Enstone ai vertici di una Formula 1 profondamente diversa dal passato.
In una recente intervista rilasciata a “The Race”, Briatore si è soffermato sulle differenze tra la gestione di Ecclestone e quella attuale operata da Liberty Media dichiarando:
“Liberty Media ha fatto un lavoro incredibile. Prima di Drive to Survive semplicemente sopravvivevamo.
Oggi viviamo molto meglio. Poi è arrivato Stefano Domenicali e anche lui ha svolto un lavoro straordinario: abbiamo un calendario di 24 Gran Premi e ogni evento registra il tutto esaurito"
Il cambiamento più grande secondo il manager di Alpine riguarda soprattutto l’aspetto commerciale, la cui differenza rispetto ai tempi passati è stata sintetizzata con queste parole:
"Bernie Ecclestone è stato un leader molto forte, ma gestiva il business in maniera estremamente restrittiva. Liberty Media, invece, ha aperto completamente il lato commerciale, ha aperto il marketing, soprattutto lavora con le squadre in un vero rapporto di partnership."
Briatore ha anche sottolineato il cambiamento di ogni weekend di gara in un evento, non tralasciando di fornire la propria personale ricetta per ampliare ancora l'offerta della Formula 1 agli spettatori.
Queste le sue parole a riguardo:
"La Formula 1 è diventata un evento e tutti vogliono farne parte. Liberty Media e Stefano Domenicali stanno gestendo molto bene questa enorme domanda ma credo che dovremmo modificare un po' anche il formato del weekend.
Dobbiamo offrire qualcosa in più agli spettatori e, al momento, facciamo ben poco per loro. Il venerdì mattina è praticamente dedicato solo al lavoro tecnico. Con la Sprint, invece, almeno hai due gare, due partenze. E il pilota guida per conquistare qualcosa di concreto, non soltanto per raccogliere dati utili agli ingegneri. Per questo motivo io farei una scelta molto semplice: 24 Gran Premi, 24 Sprint Race. Questo è il motivo per cui a Silverstone quest'anno abbiamo avuto il tutto esaurito in ogni giornata del finesettimana."
Foto copertina: Luca Martini / WHYOUT Media
Fonte www.the-race.com
Foto interna media.alpinecars.com
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