Hamilton, Montoya cambia idea: «Non si ritirerà per almeno altri due o tre anni»
07/08/2026 20:30:00 Tempo di lettura: 4 minuti

Lewis Hamilton sta vivendo una stagione 2026 diametralmente opposta a quella 2025, che ha ribaltato ogni previsione: dopo un debutto difficile con la Ferrari e mesi di dubbi sul suo futuro, la rimonta che lo ha riportato in lotta per il titolo ha costretto Juan Pablo Montoya a rivedere completamente la sua posizione. Ma allora non viene da chiedersi se le parole andrebbero pesate di più quando vengono dette?

 

Montoya rivede la sua posizione: Hamilton non lascerà presto la Formula 1

Hamilton, Montoya cambia idea: «Non si ritirerà per almeno altri due o tre anni»

Juan Pablo Montoya ha compiuto un’inversione di rotta significativa sul futuro di Lewis Hamilton. Dopo la stagione assolutamente sotto le aspettative del sette volte campione del mondo, Montoya si era unito alle voci secondo cui il britannico avrebbe potuto chiudere la sua carriera alla fine del 2026, dopo un primo anno difficile con la Ferrari. Il nuovo regolamento, la vettura riprogettata e l’adattamento a un ambiente completamente diverso sembravano elementi che potessero accelerare un addio.

Ma la stagione 2026 ha cambiato tutto. Hamilton ha costruito una rimonta impressionante, una di quelle che riscrivono le percezioni: oggi è secondo nel Mondiale, a soli 50 punti da Kimi Antonelli, ancora pienamente in corsa per il titolo. Una trasformazione che ha costretto Montoya a riconsiderare la sua posizione.

Nel podcast di AS Colombia, lo ha detto chiaramente: «Hamilton non se ne andrà per almeno due o tre anni. Se la Ferrari continua così e Hamilton continua a gareggiare a questi livelli, non andrà in pensione».

Una frase che ribalta completamente la narrativa precedente: Hamilton non è un pilota in declino, ma un pilota che ha ritrovato ritmo, motivazione e un contesto tecnico finalmente all’altezza.

 

Il nodo Ferrari: la permanenza di Hamilton e il destino dei giovani

Montoya, però, aggiunge un elemento che apre un’altra discussione: la permanenza prolungata di Hamilton potrebbe complicare il percorso dei giovani piloti Ferrari, come ad esempio Bearman. La scuderia ha investito molto nel proprio vivaio, e la presenza di un sette volte campione può rallentare l’ascesa di talenti o allontanarli da Maranello.

Lo spiega così: «Quindi, se Hamilton rimane per due o tre anni, il problema è che prima o poi arriverà qualcuno ancora più forte alla Ferrari».

E porta un esempio concreto, che tocca direttamente il futuro del team: «Ad esempio, se Camara dovesse entrare in Formula 1 e la Ferrari lo ritenesse più forte, allora Bearman non tornerebbe – peccato – perché è tutta una questione di tempismo. Dipende da quanto sei attraente e da come ti vedono le persone in quel momento».

 

Montoya non critica Hamilton: analizza il sistema. In una squadra che punta a vincere subito, il tempo è una risorsa che non tutti possono permettersi. E la presenza di un campione che continua a performare può diventare un ostacolo per chi deve ancora dimostrare il proprio valore. Eppure la domanda che dovremmo porci è: quanto ancora durerà a questo livello?

 

Foto copertina x.com

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