Alla vigilia dei quindici giorni di chiusura della Gestione Sportiva, la Ferrari ha avviato una campagna acquisti per rinforzare il proprio staff tecnico, andando ad acquisire capacità nelle aree maggiormente carenti dell'ufficio tecnico. Due ingegneri sono arrivati da poco e altri nuovi innesti arriveranno a Maranello nel corso della seconda parte dell'annata.
Da quanto emerso in questi giorni, come riportato ieri, alcuni di questi profili saranno sconosciuti ai più, mentre altri potrebbero essere nomi noti, almeno tra gli addetti ai lavori. Mosse necessarie, dopo che la prima parte dell'annata ha messo in mostra una squadra non ancora matura per vincere, che commette errori e perde occasioni per massimizzare il potenziale, quando presente, di una SF-26 competitiva.
Per questo motivo, il team principal Fréderic Vasseur ha voluto avviare una campagna di rinforzo nel team, nell'ottica del costante turnover che caratterizza le squadre di F1. I rinforzi vengono selezionati a tempo debito, in quanto vincolati dal periodo di gardening prima di potersi accasare in un nuovo team, uno degli ostacoli più grandi alla mobilità nel Circus. Per ora in Italia sono arrivate due figure da Mercedes e Aston Martin.
Il primo, Luciano Nicomede, è arrivato da Brackley come Senior Chassis Composite Designer, seguito da Carlos Sanchez Martinez, che ha lasciato il team di Stroll per ricoprire il ruolo di Chassis Stress Engineering Specialist. Ma, oltre a potenziare lo staff per la volata finale del 2026, i nuovi tecnici arrivano a Maranello in tempo per rinforzare lo staff di Loic Serra, nella fase immediatamente successiva alla definizione delle specifiche della monoposto 2027 e all'avvio del suo programma di sviluppo.
Tecnici appena arrivati che, di fatto, hanno avuto modo di partecipare all'evento voluto dal team principal Vasseur, con cui è stato ringraziato lo staff della GeS per l’impegno mostrato in questa frazione di campionato in cui, pur non essendo la prima forza in campo, la Rossa è tornata al successo e si è stabilizzata al secondo posto in classifica.
Un "grazie" con cui mandare in vacanza il team nelle due settimane di chiusura obbligata e di totale stop delle attività, imposto dalla FIA, almeno teorico.
Teorico perché, anche a fronte di sedi dei team del tutto serrate, meeting e incontri sospesi e personale in vacanza in giro per il mondo, le menti e le idee continuano a viaggiare veloci, proiettate verso la volata finale del campionato.
Idee che, come appreso indirettamente da una nostra fonte, portano i membri dei team (tutti i team) a scambiarsi mail durante lo shutdown estivo per programmare il lavoro o pensare a nuove soluzioni per il rientro dalle vacanze, caratterizzato da un primo giorno "dedicato" a scaricare e rispondere alla posta elettronica ricevuta. Insomma, come si dice, la F1 non si ferma mai, neppure in ferie...
Foto copertina www.ferrari.com