Max Verstappen è considerato da sempre uno dei più grandi piloti sul bagnato. Forse potremmo definirla una delle sue peculiarità migliori. Impossibile dimenticare le rimonte e le gesta compiute in Brasile, sul circuito di Interlagos, in condizioni di pioggia battente. Nel 2016 è arrivato terzo, mettendo in mostra le sue grandi doti di guida e rendendosi autore anche di un controllo della vettura passato alla storia come una delle sue perle, mentre nel 2024 è riuscito addirittura a vincere la gara scattando dalla 17° posizione.
C’è una ragione per cui Max è così forte sul bagnato e l’ha rivelata lui stesso in un’intervista pubblicata da ‘GPBlog.com’. Il suo segreto sta nell’aver affrontato tante gare piovose con i kart e anche in uno strano allenamento svolto con il padre Jos: “Sui kart non ci sono le gomme da bagnato, quindi, quando piove, si deve correre con le slick. Non è facile, ma credo sia molto utile a migliorare il controllo del mezzo in quelle particolari condizioni”.
“Mi alleno in questo modo da quando ho quattro anni e mezzo assieme a mio padre”, prosegue l’olandese raccontando l’aneddoto riguardante la preparazione studiata da Jos. “Per prima cosa mi mostrava le traiettorie, poi si piazzava in un punto della pista in cui avrei rischiato di investirlo”. Diciamo che l’ex pilota di Formula 1, Verstappen Sr, è stato molto coraggioso in questo.
Ovviamente tutto ciò ha migliorato la reattività e la capacità di controllo del mezzo del figlio, che rivela di non essere sempre riuscito a schivarlo per tempo: “A volte affrontavo la pista troppo velocemente e doveva essere mio padre a essere reattivo e a scartare di lato per evitarmi. È così, però, che si impara. Bisogna anche sbagliare e andare fuori pista per capire dove c’è aderenza, dove puoi rischiare e dove no. Fa tutto parte del percorso di crescita”.
Ciò che più ha fatto la differenza in questo percorso, secondo Max, è stata l’età in cui ha svolto l’allenamento: “Bisogna farlo da piccoli. Dai cinque ai dodici anni sei come una spugna, si fanno passi da gigante in quella fascia d’età. Adesso è decisamente più complicato”. Iniziare molto piccoli è indispensabile per la carriera agonistica di un pilota, un aspetto da non sottovalutare.
Foto: Red Bull Racing