Il segreto di Verstappen: Jos ha rischiato più volte di farsi investire sul bagnato
14/08/2026 11:30:00 Tempo di lettura: 3 minuti

Max Verstappen è considerato da sempre uno dei più grandi piloti per la guida sul bagnato. Forse la potremmo definire uno delle sue peculiarità migliori. Impossibile dimenticare le rimonte e le gesta fatte in Brasile, sul circuito di Interlagos in condizioni di pioggia battente. Nel 2016 è arrivato terzo mettendo in mostra le sue grandi doti di guida rendendosi autore anche di un controllo vettura passato alla storia come una delle sue perle, mentre nel 2024 è riuscito addirittura a vincere la gara scattando dalla 17° posizione.

C’è una ragione per cui Max è così forte sul bagnato e l’ha rivelata lui stesso in un’intervista pubblicata da ‘GPBlog.com’. Il suo segreto sta nell’aver affrontato tante gare piovose con i Kart e anche da uno strano allenamento svolto con il padre Jos: Sui Kart non ci sono le gomme da bagnato, quindi, quando piove, si deve correre con le slick. Non è facile, ma credo sia molto utile a migliorare il controllo del mezzo in quelle particolari condizioni”.

Il coraggio e la lungimiranza di Jos Verstappen

“Mi alleno in questo modo da quando ho quattro anni e mezzo assieme a mio padre”, prosegue l’olandese raccontando l’aneddoto riguarda alla preparazione studiata da Jos. “Per prima cosa mi mostrava le traiettorie, poi si piazzava in un punto della pista in cui avrei rischiato di investirlo”. Diciamo che l’ex pilota di Formula 1, Verstappen Sr è stato molto coraggioso in questo.

Verstappen, Red Bull

Ovviamente tutto ciò ha migliorato la reattività e la capacità di controllo del mezzo del figlio, che rivela di non essere riuscito sempre a schivarlo per tempo: “A volte affrontavo la pista troppo velocemente e doveva essere mio padre ad essere reattivo e scartare di lato per evitarmi. È così però che si impara. Bisogna anche sbagliare e andare fuori pista per capire dove c’è aderenza, dove puoi rischiare e dove no. Fa tutto parte del percorso di crescita”.

L'età conta

Ciò che più ha fatto la differenza in questo percorso, secondo Max, è stato l’età in cui ha svolto l'allenamento: “Bisogna farlo da piccoli. Dai cinque ai dodici anni sei come una spugna, si fanno passi da gigante in quella fascia d’età. Adesso è decisamente più complicato, iniziare molto piccoli è indispensabile per la carriera agonistica di un pilota. Un aspetto da non sottovalutare.


Foto: Red Bull Racing

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