Nelle ultime ore, sui diversi media tra cui planetf1.com, sono circolate le parole di Adrian Newey raccolte nel fine settimana del Gran Premio di Ungheria e relative al miglioramento del rapporto tra Aston Martin e Honda.
Tra le sue dichiarazioni, il geniale progettista di Stratford-Upon-Avon, ha sottolineato l'importanza della parola "rapporto" e espresso il suo punto di vista con queste parole:
"Da quello che non può che essere definito un inizio disastroso, l'aspetto positivo è che questo ha portato Honda e noi, AMR, a instaurare un rapporto di lavoro molto stretto. Continuiamo a svilupparlo in tutti gli ambiti e sono molto soddisfatto dei progressi che stiamo compiendo dal punto di vista del rapporto. Normalmente, quando i rapporti migliorano, migliorano anche le prestazioni."

Una frase, l'ultima, che colpisce notevolmente, soprattutto se si pensa a ciò che accadde circa cinque mesi fa.
Durante una tesissima conferenza stampa, tenutasi nel fine settimana del primo gran premio della stagione, lo stesso Newey seduto alla sinistra del presidente della Honda Racing Corporation (HRC), Koji Watanabe, mise sostanzialmente alla berlina la storica casa del sol levante addossandole la responsabilità di un disastro inaudito.
La Power Unit Honda fu additata come la causa primaria di un severissimo problema di vibrazioni che, oltre a danneggiare irrimediabilmente il pacco batterie e altri elementi, poteva mettere a repentaglio l'integrità fisica dei piloti se si fossero completati più di quindici giri al volante della AMR26.
Il genio britannico ammise che nessuno a Silverstone, prima di fine Novembre 2025, avesse la minima idea del profondo impoverimento in termini di esperienza dei reparti Honda dedicati alla Power Unit e del drammatico ritardo sugli obiettivi prefissati.
Infine, Newey si disse certo di poter considerare il telaio al vertice di metà classifica e con ampio margine di sviluppo nel corso della stagione.
In sostanza le colpe ricaddero interamente su Honda e Watanabe potè solo dichiarare di non poter fornire tempistiche su quanto tempo sarebbe stato necessario per riportarsi a un livello competitivo, ammettendo con preoccupazione di non aver ancora individuato le cause del problema.

Tuttavia, non è possibile derubricare un problema di vibrazioni a un solo soggetto.
Il motore a combusione interna è la sorgente delle vibrazioni, a chi si occupa del telaio va anche l'onere di verificare che tali vibrazioni si trasmettano senza produrre fenomeni di risonanza.
Ammettere di non aver avuto idea della situazione di Honda prima di fine novembre è piuttosto grave, soprattutto se si è il Team Principal del Team, se il fatto che Honda avesse ceduto moltissimo know how alla nascente divisione di Red Bull Powertrains era cosa nota. Ben più di un campanello d'allarme avrebbe dovuto suonare.
Telaisticamente, la prima AMR26 non era certamente da metà classifica. Le carenze in varie aree erano lampanti.
E' importantissimo che i rapporti tra Aston Martin e Honda siano migliorati.
Altrettanto importante è che lo dica proprio Newey.
Ogni rapporto però connette più di una sola entità o persona: è auspicabile che rapporti maggiormente distesi siano stati favoriti anche da qualche ammissione di colpa da parte della metà britannica del sodalizio.
Va infatti ricordato che a nessuno piace essere messo alla berlina e che poco si può ottenere da un collaboratore con atteggiamenti simili a quelli di Melbourne. Le responsabilità si condividono.
Qualora Honda portasse a Zandvoort una revisione importante della propria Power Unit, le andrebbe riconosciuta non solo la capacità tecnica, ma anche grande signorilità e professionalità.
Foto copertina astonmartinf1.canto.global
Foto interna astonmartinf1.canto.global
Tutte le news, le foto, il meteo, gli orari delle sessioni ed i tempi del Gran Premio di Olanda 2026