F1, i cinque secondi al via restano anche nel 2027
19/08/2026 13:34:00 Tempo di lettura: 4 minuti

La Formula 1 ha discusso a lungo della procedura di pre-partenza introdotta quest’anno, quei cinque secondi di preparazione che hanno cambiato il modo in cui i piloti preparano lo scatto dalla griglia. Nata come compromesso politico tra squadre con esigenze tecniche diverse, la misura sembrava destinata a essere temporanea. E invece, secondo Nikolas Tombazis, resterà anche nel 2027.

Dai test del Bahrein al compromesso: come sono nati i cinque secondi

F1, i cinque secondi al via restano anche nel 2027

La questione è esplosa già nei test invernali del Bahrein, quando molte squadre hanno segnalato difficoltà nel far girare correttamente i turbocompressori durante le prove di partenza. Alcuni team chiedevano più tempo per preparare il sistema, altri — come la Ferrari, forte del suo turbo più piccolo — avevano segnalato il problema lo scorso anno senza essere presi in considerazione e avevano scelto di trovare da soli una soluzione. È in quest’ottica che il paddock si è diviso e la soluzione è stata un compromesso: la procedura pre-partenza, cinque secondi di preavviso con luci blu lampeggianti una volta che tutte le vetture sono allineate.

Frédéric Vasseur lo aveva detto subito: «Basta così».

E in effetti, quei cinque secondi sono diventati il limite massimo accettabile per non alterare gli equilibri competitivi.

Da allora, le preoccupazioni legate alla sicurezza sono state affrontate con misure separate. Tombazis lo ribadisce:

«I cinque secondi sono ormai una procedura consolidata, non vedo perché dovrebbe cambiare in questo ciclo normativo.»

Non è una questione di sicurezza, insiste, quanto piuttosto di coerenza, considerando il procedimento richiesto da questa tipologia di auto:

«Auto diverse arrivano sulla griglia in momenti diversi, e i piloti devono potersi preparare per una partenza corretta.»

La procedura, dunque, non nasce per proteggere, ma per uniformare il modo in cui le auto possono partire.

Il vero tema di sicurezza: il sistema anti-partenza lenta

Nel discorso che si sta affrontando c’è senza dubbio il tema della sicurezza. Dopo quanto accaduto a Melbourne, quando Liam Lawson partì lentissimo e Franco Colapinto riuscì a evitarlo per un soffio, la FIA ha introdotto un sistema di rilevamento della partenza a bassa potenza, che attiva automaticamente l’MGU-K quando una vettura accelera troppo lentamente dopo il rilascio della frizione. Tombazis lo spiega con precisione:

«Abbiamo lavorato su soluzioni di recupero d’emergenza, componenti elettrici che aiutino a recuperare una vettura che parte molto lentamente.»

Il sistema non offre vantaggi competitivi: trasforma una partenza disastrosa in una semplicemente brutta, ma non può renderla buona. Serve solo a evitare situazioni pericolose, non a migliorare le prestazioni, anche se è vero che un team come Ferrari aveva trovato una soluzione senza dover “chiedere” una sorta di modifica al regolamento.

La FIA è stata in grado di separare ciò che è sicurezza da ciò che è procedura. Le partenze lente vengono gestite con un sistema dedicato, mentre i cinque secondi al via restano perché garantiscono ordine, coerenza e una preparazione uniforme. Tombazis lo dice con chiarezza: la misura non è più un compromesso, quanto piuttosto parte integrante del regolamento. E la Formula 1 del 2027 ripartirà esattamente da questo tassello, che non è destinato a sparire.

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