Il GP di Monaco continua a non trovare un epilogo: la controversa vicenda legata al ricorso della McLaren e della Red Bull – presentato contro l'annullamento della penalità a Pierre Gasly per eccesso di velocità in pit-lane – non ha ricevuto nessun verdetto. La Corte d'Appello Internazionale della Federazione si è riunita martedì 25 agosto per una lunga udienza alla quale hanno partecipato i delegati dei team coinvolti (Alpine, McLaren e Red Bull), compresi i vertici della Formula 1 e altri team in veste di osservatori.
La sentenza, però, non è stata definitiva: quest'ultima richiederà ancora tempo, tra le 2 e le 3 settimane, per consentire un'analisi completa di tutte le prove depositate. Un avvenimento davvero inverosimile, con il GP di Monaco che, di fatto, potrebbe concludersi solo a metà settembre, oltre tre mesi dopo il suo svolgimento.
Sulla vicenda è intervenuto anche il team principal della McLaren, sottolineando quanto sia importante questa fase di analisi:
"Riteniamo che il procedimento andato in scena dopo la gara di Monaco sia un percorso che deve essere rivisto, perché dal punto di vista dell'equità sportiva verso tutti i concorrenti la cancellazione di quella penalità introduce elementi di forte preoccupazione. La questione tocca gli aspetti tecnici sul calcolo del limitatore in pit-lane, ma a livello più generale è soprattutto il principio di equità che deve essere chiarito e possibilmente ripristinato, perché quanto accaduto crea precedenti significativi"
La parola definitiva passa adesso ai magistrati federali, che decideranno se confermare l'esito o ripristinare la penalità ai danni di Pierre Gasly: la prima parte della stagione non si è ancora del tutto conclusa.