Ferrari: il sottile confine tra consolazione e successo
La tappa tra le mura amiche di Monza potrebbe essere decisiva per le sorti iridate del Cavallino Rampante. Occorre tuttavia un cambio di passo.

28/08/2026 08:00:00 Tempo di lettura: 3 minuti

Da sempre la tappa nel tempio della velocità di Monza è un weekend speciale per la Scuderia Ferrari. Spesso il team di Maranello è riuscito a cogliere risultati superiori alle aspettative dinanzi ai propri tifosi. Basti pensare alla doppietta firmata da Berger e Alboreto nel 1988, pochi giorni dopo la morte del “Grande Vecchio”. Con l’arrivo di Michael Schumacher, che la Ferrari omaggerà proprio nel prossimo Gran Premio d’Italia, lo speedway brianzolo è stato teatro di vittorie e doppiette a ripetizione (cinque con Michael e due con Barrichello). Tornando al presente, Ferrari ha tutte le carte in regola per ben figurare tra le mura amiche grazie anche alla probabile introduzione della nuova unità di potenza omologata grazie all’ADUO.

Il significato di Monza

Fare pronostici in merito al livello di competitività della rossa, però, sta iniziando a essere un esercizio assai complesso. Le tappe in Ungheria e Olanda sono state deludenti, rese ancor più amare in quanto si è avuta la netta sensazione che non sia stato massimizzato il potenziale a disposizione. Monza, a questo punto, rappresenta il crocevia delle sorti iridate per il Cavallino Rampante. A differenza delle passate stagioni, la SF-26 non è un progetto tecnico ormai su un binario morto in cerca di un’effimera affermazione in patria, come troppo spesso accaduto nelle scorse stagioni. A Monza c’è in ballo molto più che una vittoria di tappa. Gli uomini di Maranello sono chiamati a realizzare un’esecuzione perfetta del weekend. Il che presuppone regole di ingaggio chiarissime tra i piloti e, conseguentemente, la necessità di effettuare, nel caso ve ne sia bisogno, scelte immediate, anche impopolari. Nonostante la bontà della vettura, non c’è superiorità tecnica che consenta di temporeggiare nel processo decisionale. Insomma, serve un approccio cinico, in barba alle ambizioni di Lewis Hamilton e Charles Leclerc e al relativo supporto mediatico dei due alfieri della scuderia modenese. Il pilota monegasco è uno dei migliori interpreti della pista monzese, unico tracciato in cui ha vinto più di una volta (2019, 2024). Il sette volte campione del mondo è in forma smagliante, come non lo si apprezzava dal 2021. Per entrambi il prossimo round del mondiale potrebbe diventare una sorta di resa dei conti dopo gli attriti delle scorse gare, scenario ampiamente prevedibile che il team dovrà gestire con decisione. Gli uomini diretti da Frederic Vasseur hanno realizzato un ottimo progetto, lo stanno sviluppando egregiamente, ma ora è necessario mostrare di essere all’altezza dei più bravi anche nelle scelte che finiranno certamente per creare malcontenti. È successo lo scorso anno alla McLaren e lo sta facendo, contro ogni pronostico, Mercedes quest’anno, supportando adeguatamente Kimi Antonelli.

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