Passione, religione Rossa e amore per la Formula 1: siamo a casa nostra
31/08/2026 11:00:00 Tempo di lettura: 3 minuti

Cosa rappresenta Monza? Spiegarlo davvero non è mai facile. Siamo però alla vigilia del Gran Premio d'Italia, quindi proviamo ad entrare nel clima di quella che per noi italiani non sarà mai una gara come le altre.

Casa

Partiamo dal sostantivo più semplice, seppur mai banale. Per un weekend l'autodromo diventa punto di ritrovo per migliaia di Tifosi, uniti tutti dalla medesima passione. Si sente nell'aria che qualcosa di speciale sta per accadere, tra eventi che già da metà settimana cominciano a creare quell'atmosfera frizzantina e la sveglia all'alba per provare a conquistare il posto migliore davanti all'ormai storico Hotel de la Ville.

Sa tutto clamorosamente di casa.

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Italianità

Sugli spalti nel corso della tre giorni a prevalere è chiaramente l'amore per la Rossa di Maranello, ma quest'anno a rendere la tappa tricolore ancor più speciale sarà sicuramente anche Kimi Antonelli che dopo più di 70 anni riporterà un italiano a Monza da leader del Mondiale di Formula 1. Non male come biglietto da visita.

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Storia

Avvicinandosi alla tappa lombarda ciò che circola nel paddock tra gli addetti ai lavori è sicuramente il tema relativo al layout del circuito che - sulla carta - non dovrebbe andare incontro a quelle che sono le caratteristiche della SF-26. Eppure il Tempio della Velocità è da sempre sinonimo di Formula 1, portando con sé il vanto di essere il tracciato che ha ospitato più gare nella storia della massima categoria automobilistica.

Prima Variante, Curva Grande, Roggia, le due di Lesmo, Ascari, Parabolica: aggiungere altro risulterebbe a dir poco superfluo.

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Orgoglio

A prescindere dal livello di competitività di Ferrari e/o dalla penalità che Antonelli dovrà scontare in griglia, l'imperativo per questo fine settimana rimane uno solo: godersela.

L'accensione dei motori, l'odore di gomma bruciata che si mischia a quello della benzina, l'inno, l'invasione di pista, la marea rossa sotto al podio... Dobbiamo godercela. Perchè la settimana santa ci ricorda ogni anno che sì, noi italiani quando si tratta di motorsport bravi lo siamo per davvero.

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