Con il GP d'Olanda, la stagione 2026 di Formula 1 è entrata nella sua seconda metà, mandando in archivio la prima parte dell'annata. Un "girone di andata" positivo per la Ferrari, segnato dal ritorno al vertice e dal raggiungimento di una solida seconda piazza nella classifica costruttori. Insomma, a Maranello possono vedere il bicchiere mezzo pieno, fiduciosi quantomeno di poter lottare per obiettivi importanti, per il cui raggiungimento la Scuderia è pronta a portare aggiornamenti sulla SF-26.
La possibilità di essere in lotta per obiettivi importanti non può neppure essere vista come utopistica, visto che i recenti fine settimana di gara hanno mostrato come la Mercedes sia battibile: con le vittorie di Hamilton in Spagna e Leclerc in Gran Bretagna, la stagione del Cavallino è cambiata e la concorrenza del team di Brackley è sembrata molto più agguerrita, come dimostra anche la rediviva McLaren. L’obiettivo della Rossa, di fatto, sarebbe quello di dar filo da torcere al team di Toto Wolff.
E per farlo la Rossa farà debuttare il motore evoluto con ADUO-2 in occasione del GP d'Italia a Monza. Una missione per cui i motoristi hanno lavorato duramente, raggiungendo i target necessari prima della delibera di un’unità che avrà, come da tempo riportato e confermato da nostre fonti, un nuovo turbocompressore come novità principale. L'evoluzione dello 067/6 dovrebbe consentire un guadagno, almeno sulla carta, di buona parte della potenza che separa la Rossa dalle migliori unità del lotto.
Il gettone ADUO-2 potrebbe garantire un plus di potenza che, nelle stime più ottimistiche, sarebbe al massimo di 10 cavalli. Il lavoro di affinamento dovrebbe poi consentire all'unità motrice, rivista anche in altre piccole componenti, di mantenere in modo più efficace la potenza e avere più allungo sul dritto. Un debutto che, a dispetto di alcune voci circolate, arriverà puntuale in Italia, quando verrà omologata la quarta unità dell'anno, che non dovrebbe essere accompagnata da novità sulle benzine.
Ma la narrazione attorno allo 067/6 evoluto rischia di essere eccessiva e fin troppo ottimistica. Come ci viene fatto notare, a Maranello il clima di grande entusiasmo che un certo tipo di narrazione tenta di far passare non trova riscontro. Al contrario, in fabbrica sembra regnare un cauto ottimismo misto a speranza, nella consapevolezza di aver fatto tutto il possibile nell'evoluzione del motore. Ma oltre a creare false aspettative, porre tutto il focus sullo 067/6 evoluto potrebbe mettere in ombra altre possibili novità che dal Reparto Corse potrebbero essere sfornate in vista del GP d'Italia.
Nulla è stato ancora confermato, dunque il condizionale è d'obbligo, ma non è affatto da escludere l'ipotesi secondo cui sulla SF-26, anche valutando le rimanenze del budget del Cavallino, dati i numerosi upgrade portati, potrebbe esserci anche una nuova ala posteriore, pensata ad hoc per i rettilinei dell'Autodromo Nazionale, con cui scaricare al massimo la vettura, massimizzare le velocità di punta e, di conseguenza, l'efficienza della power unit. Insomma, un jolly con cui dare il massimo nel GP di casa per cogliere un bel risultato davanti ai tifosi e dare un segnale di grande competitività in vista del finale di stagione.
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