Alla vigilia del GP d'Italia, per la Ferrari si è registrato un nuovo atto dell'evoluzione nella struttura tecnica del Reparto Corse. Oltre alla SF-26, infatti, anche la struttura della GeS continua a mutare giorno dopo giorno, con un turnover sempre marcato di tecnici: lo staff costruito da Fred Vasseur non vede rivoluzioni, ma una lenta e inesorabile riorganizzazione volta a rendere più efficiente il funzionamento dei processi e a valorizzare le risorse disponibili.
I cambiamenti nell’organigramma sono, come detto, costanti e numerosi (almeno se presi di anno in anno), a volte rapidi nel caso di innesti di personale che proviene dall'esterno della F1, altre volte fortemente rallentati dai periodi di gardening a cui i tecnici sono obbligati a sottostare durante il passaggio da una squadra all'altra. E, alla vigilia del GP monzese, a Maranello si è registrata una nuova, importante uscita: Thierry Baritaud ha lasciato la Scuderia.
Il francese, dopo 26 anni a Maranello, ha ufficialmente chiuso la sua avventura con la Rossa, iniziata nel 2000 da responsabile della fluidodinamica del motore e, dal 2008, focalizzata sull'ibrido. Da quanto riportato da alcuni, per una figura così importante nel Reparto Motori è stata organizzata una festa di addio, come riconoscimento del ruolo che il francese ha avuto, risultando uno dei pilastri del sistema capitanato da Enrico Gualtieri.
Ma, a differenza di alcune uscite del passato più recente, quello di Baritaud non è un addio in direzione di altri team: grazie ai 69 anni ha, almeno sulla carta, maturato i requisiti minimi per andare in pensione, lasciando ad interim il ruolo a Enrico Gualtieri e senza cogliere o prendere di sorpresa la Scuderia, costretta a correre ai ripari. Però, a ben vedere, dietro quella che può essere vista come un'uscita programmata da tempo, si cela dell'altro.
Come detto, il transalpino è arrivato a maturare i requisiti minimi per la pensione, permettendo così al Cavallino di pensare e attuare la sua successione nei tempi e nei modi più opportuni. Una successione che però, da quanto ci è stato riportato da nostre fonti vicine all'ambiente, vuole essere conclusa in tempi rapidi dall'azienda, che, a quanto ci risulta, avrebbe "accelerato" l'uscita di Thierry (comunque prevista nel breve-medio periodo).
Da qui, insomma, è partito il primo domino che porterà alla nomina di nuovi tecnici in ruoli chiave del Reparto Motori (e non solo) di Maranello e, nel breve termine, ad altri cambiamenti che erano stati preannunciati da diverso tempo. Una riorganizzazione necessaria, insomma, a cui si unirà anche l'arrivo di rinforzi da fuori che, come detto, sono stati già individuati e convinti dal Cavallino a vestirsi di rosso.
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