La possibilità che Imola possa ospitare il gran finale della stagione 2026 sta già creando opinioni differenti all’interno del paddock per motivazioni diverse. Infatti, se l’incertezza legata alla situazione in Medio Oriente dovesse portare a una modifica degli appuntamenti conclusivi in Qatar e Abu Dhabi, il circuito del Santerno sarebbe tra le possibili alternative. L’idea di correre in Emilia-Romagna a metà dicembre, però, non convince tutti.
Tra questi vi è Valtteri Bottas, che guarda con cautela a uno scenario che presenta diverse incognite, dal clima alle recenti questioni fiscali italiane, mentre Charles Leclerc vede soprattutto l’opportunità di tornare su una pista che considera speciale.
Due posizioni differenti che raccontano quanto complessa potrebbe essere una scelta destinata a modificare il finale del campionato.
Valtteri Bottas non ha nascosto le proprie perplessità davanti alla possibilità di chiudere la stagione a Imola. Il problema, per il pilota Cadillac, non sarebbe soltanto rappresentato dalla collocazione insolita nel calendario, ma dalle condizioni che una gara disputata a dicembre potrebbe comportare. Il circuito del Santerno è abituato a ospitare la Formula 1 in primavera, mentre un appuntamento invernale cambierebbe radicalmente lo scenario, soprattutto per temperature, visibilità e gestione degli pneumatici.
Bottas ha richiamato proprio questi aspetti, parlando della nebbia nelle prime ore della giornata, del tramonto anticipato e del rapido abbassamento delle temperature. Elementi che, sommati alle caratteristiche del circuito, renderebbero un eventuale Gran Premio di dicembre molto diverso da quello a cui il paddock è abituato.
Ma nelle parole del finlandese c’è anche un riferimento a una questione che va oltre la pista, ovvero le recenti vicende fiscali italiane che hanno coinvolto alcuni protagonisti della Formula 1. Ad aprile erano state riportate verifiche amministrative della Guardia di Finanza relative a presunte irregolarità fiscali riguardanti realtà del campionato con sede al di fuori dell’Italia. Il tema, secondo quanto riferito, avrebbe alimentato preoccupazioni anche tra i piloti.
È proprio questo insieme di fattori a spiegare il suo atteggiamento prudente:
«Non ne vado pazzo perché, sì, ho sentito parlare del tempo che di solito c’è in quel periodo dell’anno. La nebbia al mattino, il tramonto molto precoce e le temperature che calano rapidamente. E poi, non so se avete sentito parlare delle tasse italiane? Nessun pilota vuole davvero correre in Italia a causa dei recenti avvenimenti, di quello che è successo».
Il riferimento alle tasse arriva dunque insieme alle considerazioni meteorologiche e restituisce l’immagine di un paddock che, almeno secondo Bottas, guarderebbe con una certa cautela a un eventuale ritorno a Imola in pieno inverno. Il finlandese, tuttavia, non ha messo in discussione la decisione della Formula 1 qualora venisse presa per motivi legati alla sicurezza.
«Penso che se la F1 dovesse dare il via libera, allora sì, perché non credo che la Formula 1 correrebbe un rischio del genere per tutte le persone che si trovano qui. E quindi, sì, se si fa, allora va bene».
Una posizione quindi prudente, ma non contraria a prescindere. In quest’ottica è chiaro che Bottas accetterebbe la scelta qualora la Formula 1 ritenesse Imola una soluzione adeguata per garantire lo svolgimento del finale di stagione. Resta però evidente la sua preferenza per una destinazione come Abu Dhabi, soprattutto per le condizioni climatiche e per il diverso quadro fiscale.
«Beh, sì, ad Abu Dhabi non ci sono tasse. Giusto? Penso che a tutti piacerebbe correre in un posto più caldo. Ma per ora, da quello che ho sentito, andremo comunque sia in Qatar che ad Abu Dhabi».
Dalla parte opposta c’è Charles Leclerc, che osserva la possibile soluzione Imola da una prospettiva molto diversa. Per il monegasco, infatti, il circuito del Santerno non rappresenterebbe soltanto un’alternativa dettata dalle circostanze, ma anche la possibilità di tornare a correre davanti al pubblico italiano su una pista dal forte significato per chi ha costruito la Ferrari da zero.
Leclerc non ignora le difficoltà che una gara a dicembre comporterebbe, come il freddo che potrebbe rappresentare uno degli elementi determinanti del weekend e, soprattutto, rendere molto più complicato portare rapidamente gli pneumatici nella corretta finestra di funzionamento. Ma questo aspetto non sembra sufficiente a ridurre il suo entusiasmo per questa valida alternativa.
Il pilota Ferrari ha infatti sottolineato soprattutto il piacere di poter affrontare nuovamente il circuito emiliano, definendolo una seconda gara di casa e separando la propria preferenza personale dalla questione più importante: capire dove sia ragionevole correre alla luce della situazione internazionale.
«Sappiamo che nelle prossime settimane verrà presa una decisione sul gran finale di stagione. Imola è un’altra gara di casa per noi e mi piace molto quel circuito. Farà molto freddo e quindi il riscaldamento delle gomme sarà una sfida enorme, ma il tracciato in sé mi entusiasma. È chiaro che avere un secondo GP di casa sarebbe davvero fantastico. Sarei molto felice di andare a Imola se non fosse sicuro recarsi dove avremmo dovuto andare: più che se io voglia andarci o meno, è una questione di capire se sia ragionevole andare altrove».
È una prospettiva che sposta il centro della discussione. Per Leclerc, infatti, Imola non dovrebbe essere considerata semplicemente come una sostituzione d’emergenza, ma come una possibilità concreta nel caso in cui le condizioni rendessero necessario modificare il calendario. Il freddo sarebbe un problema tecnico da affrontare, ma il circuito conserverebbe intatto il proprio fascino.
Foto interna www.ferrari.com
Foto di copertina di Luca Martini / WHYOUT Images