Il Gran Premio dell’Azerbaijan ha segnato la quinta gara senza podi per la Ferrari, continuando sulla scia negativa iniziata in Ungheria. Attorno alla squadra c’è un vortice sempre più nero, che parte dal motore e arriva alla gestione; la ciliegina sulla torta sono tutti i rumour sul ruolo e sull’influenza di Vasseur, messa in crisi anche dall’autocandidatura di Horner. Che ci siano malumori attorno al team principal è più che comprensibile: la dirigenza lo ha chiamato per rivoluzionare il team, dandogli più potere rispetto ai predecessori, ma non è riuscito a vincere, nemmeno dopo un cambio di regolamento che sembrava promettere bene.
La corsa di Baku è stata la tempesta perfetta: tra critiche fuori dalla pista, una macchina che non andava e piloti allo sbando nelle dichiarazioni, sembra che la Ferrari abbia perso le redini per un istante. Persino Carlo Vanzini, parlando a Sky Sport, non ha edulcorato la pillola: “Leclerc aveva il motore nuovo ma non è cambiato nulla, mentre Hamilton non è mai stato della partita. A Maranello hanno bisogno di una sveglia, perché è quasi ora di pensare al 2027. A Baku la macchina è mancata di potenza e motore, ormai neanche il telaio si salva più; nelle nostre riunioni avevamo persino ipotizzato che Leclerc montasse la versione ADUO 1”.
Foto di copertina di Luca Martini / WHYOUT Images