Caos a Sepang: tifosi senz’acqua e bloccati per ore dopo le prove
04/10/2026 08:00:00 Tempo di lettura: 5 minuti

Sepang è un circuito meraviglioso: tecnico quanto basta, larghissimo, con molte possibilità di traiettorie alternative e soprattutto adatto alle monoposto di questa generazione, come abbiamo potuto vedere positivamente nei primi due giorni di azione in pista. Per questo il ritorno della Formula 1 in Malesia avrebbe dovuto essere una festa. Dopo nove anni di assenza, il Circus tornava su uno dei circuiti più belli e apprezzati della sua storia recente, sotto il cappello di GP del Bahrain (in Malesia) a causa della cancellazione della gara di Sakhir. Ma fuori dalla pista, la festa si è trasformata in caos.

Le testimonianze pubblicate sui social da numerosi spettatori raccontano infatti una situazione difficilmente accettabile per un evento di Formula 1: code lunghissime per lasciare l'autodromo, navette insufficienti e sovraffollate, accessi problematici e, soprattutto, una disponibilità di acqua inadeguata in un weekend nel quale caldo e umidità rappresentano già di per sé un problema serio.

Il contesto rende la vicenda ancora più grave. Proprio per il GP disputato a Sepang, la FIA ha dichiarato l'Heat Hazard, la procedura prevista quando le condizioni ambientali espongono i piloti a temperature particolarmente elevate. Mentre in pista si adottano misure specifiche per proteggere chi guida, fuori dalle recinzioni diversi tifosi hanno denunciato persone svenute e difficoltà persino nel procurarsi dell'acqua.

Secondo alcune testimonianze, agli ingressi sarebbe stato inoltre richiesto agli spettatori di gettare le proprie bottiglie prima di entrare. Una procedura che, se confermata nelle modalità raccontate dai presenti, diventa ancora più difficile da comprendere quando diversi punti acqua risultavano non operativi o comunque insufficienti rispetto al pubblico presente.

 

Particolarmente pesante il racconto di Ryan Walters, che su X ha mostrato la situazione alle fermate delle navette addirittura quattro ore dopo la conclusione delle FP2. Il tifoso ha definito l'organizzazione un disastro, denunciando pochi punti per l'acqua, stand sottodimensionati e un sistema di autobus incapace di smaltire il pubblico.

 

Altre testimonianze descrivono code per le navette comprese fra due e quattro ore, autobus pieni e spettatori costretti a camminare in direzione dell'aeroporto di Kuala Lumpur o del Mitsui Outlet Park pur di riuscire ad allontanarsi dalla zona del circuito. C'è persino chi, dopo l'esperienza del venerdì, ha raccontato di non voler tornare per qualifiche e gara.

 

L'organizzazione dell'evento è stata gestita dal Bahrain International Circuit insieme al Sepang International Circuit, con appena poco più di due mesi a disposizione dopo l'annuncio del trasferimento. Petronas, titolare dei naming rights dell'impianto, ha invece precisato di non essere coinvolta nell'organizzazione della manifestazione.

I tempi strettissimi rappresentano certamente un'attenuante. Non possono però diventare una giustificazione quando si parla di servizi essenziali e soprattutto di sicurezza del pubblico. Limitare fortemente l'accesso dei veicoli privati significa inevitabilmente scaricare una parte enorme degli spettatori sul trasporto collettivo: a quel punto le navette devono essere dimensionate di conseguenza.

Lo stesso vale per l'acqua. In un circuito tropicale, con temperature e umidità così elevate e migliaia di persone costrette a camminare e attendere per ore, la disponibilità di acqua non può essere trattata come un servizio accessorio. È una necessità primaria.

La buona notizia è che qualcosa sembra essersi mosso immediatamente. Secondo quanto riferito sabato da David Croft durante la diretta Sky Sports, gli organizzatori avrebbero lavorato per tutta la notte per trovare soluzioni ai problemi emersi venerdì. Gli ingressi nella giornata successiva sono risultati più fluidi, mentre l'affluenza sarebbe stata persino superiore a quella registrata negli ultimi anni del GP della Malesia.

È esattamente ciò che serviva, ma sarà la prova della gara a dire se le correzioni saranno state sufficienti. Perché una Formula 1 che propone biglietti sempre più costosi e costruisce eventi sempre più grandi attorno al Gran Premio non può dimenticarsi di chi quei biglietti li compra.

Sepang meritava un ritorno diverso. E soprattutto lo meritavano i tifosi che, dopo nove anni, hanno riempito nuovamente le tribune malesi.

Una situazione simile potrebbe ripetersi tra un paio di mesi, non è ancora certo infatti il destino del GP di Abu Dhabi, che per ragioni analoghe si potrebbe disputare ad Imola, anche in questo caso con tempi molto ristretti per l'organizzazione. Noi di formula1.it abbiamo più volte contattato l'amministrazione comunale che ci ha garantito che il Comune è pronto, dalla logistica all'accoglienza. La speranza è che questa volta l'Italia riesca a stupire in positivo.

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