La McLaren che prima della pausa estiva sembrava aver trovato la strada giusta per tornare stabilmente al vertice è ormai un lontano ricordo. I primi importanti aggiornamenti introdotti avevano funzionato molto bene, permettendo a Lando Norris di conquistare vittorie importanti e alla squadra di Woking di recuperare competitività. Poi, progressivamente, qualcosa ha smesso di funzionare. E gli ultimi appuntamenti hanno restituito l'immagine di una squadra che non riesce più a trovare la quadra, né dal punto di vista tecnico né nella gestione dei suoi piloti.
Attenzione, però, perché sarebbe troppo semplice attribuire tutti i problemi alla MCL40. La sensazione, soprattutto dopo quanto osservato in Bahrain, Malesia e Singapore, è che la McLaren avrebbe potuto esprimere un potenziale decisamente superiore a quello mostrato dai risultati. Errori dei piloti, qualifiche non ottimizzate, occasioni sprecate e una gestione delle gare tutt'altro che impeccabile hanno contribuito a rendere ancora più povero un bilancio comunque intaccato dalla crescita degli avversari, Red Bull per prima.
Ma c'è un altro elemento che merita attenzione. Abbiamo assistito personalmente alle recenti interviste nel paddock e possiamo assicurare che il clima in McLaren è cambiato. Norris appare sempre più nervoso, talvolta insofferente alle domande dei giornalisti, mentre Piastri trasmette una sensazione diversa, quasi di rassegnazione. Un atteggiamento che inevitabilmente alimenta le indiscrezioni, sempre più insistenti, su un possibile addio dell'australiano al termine della stagione. Indiscrezioni che, è bene precisarlo, non costituiscono al momento una conferma di una separazione imminente.
Norris: «Più spingo, più vado piano»
Le parole pronunciate da Lando Norris al termine delle qualifiche di Singapore rendono benissimo le difficoltà attuali della McLaren. Il britannico ha chiuso quinto, mentre Piastri si è fermato al settimo posto, entrambi lontani dalle aspettative che li vedevano in lotta per la pole position.
«In un certo senso è quello che mi aspettavo. Speravo di riuscire a mettere insieme un giro migliore, ma non è successo. Più cercavo di spingere, soprattutto alla fine, più diventavamo lenti. La macchina era semplicemente troppo difficile da gestire. Siamo dove meritiamo di essere»
Norris ha poi approfondito il problema, descrivendo una monoposto poco prevedibile e con una finestra di funzionamento estremamente ristretta, forse a causa dell'ultimo grande pacchetto di aggiornamenti portato a Baku.
«Posso fare un primo settore molto buono oppure un secondo settore molto buono, ma la macchina è troppo difficile. Per ottenere un settore record ho quasi la sensazione di dover rischiare un incidente. E non puoi guidare così per tutto il giro, perché le gomme non resistono. È praticamente impossibile mettere insieme un giro perfetto quando sei così vicino al limite».
La MCL40 sembra aver perso prevedibilità, una caratteristica particolarmente penalizzante su circuiti come Marina Bay, dove la fiducia del pilota, la precisione nei cambi di direzione e la capacità di mantenere gli pneumatici nella corretta finestra di temperatura fanno una differenza enorme.
Piastri non cerca più scuse
Se Norris manifesta apertamente la propria frustrazione, Oscar Piastri sembra aver adottato un atteggiamento quasi opposto. Le sue dichiarazioni sono misurate, ma non per questo meno significative.
«Credo che fossimo abbastanza chiaramente la terza o quarta forza. Penso che Max fosse fuori dalla nostra portata e, sinceramente, anche le Ferrari. Speravo avessimo qualcosa in più, ma credo che questo fosse praticamente tutto quello che potevamo ottenere», ha spiegato l'australiano.
Piastri non cerca giustificazioni particolari e riconosce apertamente che la McLaren, almeno nelle condizioni delle qualifiche di Singapore, non aveva il passo necessario per competere con Red Bull e Ferrari.
«Non siamo abbastanza veloci in questo momento. Mettere insieme i giri è stato complicato e sicuramente c'era ancora qualcosa da trovare, ma immagino che quasi tutti possano dire lo stesso dopo una qualifica a Singapore».
Occhi bassi, distacco e una poco comprensibile accettazione passiva. Naturalmente sarebbe azzardato trasformare questo atteggiamento nella prova di un imminente divorzio. Tuttavia, nel contesto delle indiscrezioni che circolano sul futuro dell'australiano, anche questi segnali finiscono inevitabilmente sotto osservazione.
Lo scontro nella Sprint e il nervosismo di Norris
Alle difficoltà tecniche si è aggiunto il contatto tra Norris e Piastri durante l'ultimo giro della Sprint di Singapore. Un episodio che ha privato la squadra di punti importanti e che ha costretto i meccanici a un lavoro supplementare per ripristinare entrambe le monoposto in vista delle qualifiche.
I commissari FIA hanno stabilito che nessuno dei due piloti fosse prevalentemente responsabile dell'incidente. Ma all'interno della McLaren la questione è evidentemente più delicata.
Interrogato da Craig Slater sulla possibilità che il caso fosse stato definitivamente chiarito, Norris ha risposto con un secco «No». Alla successiva domanda, con la quale il giornalista cercava di capire se almeno i rapporti fossero rimasti buoni, il britannico ha precisato: «Sì, siamo a posto».
Ma quando Slater ha insistito per sapere se la questione fosse stata risolta internamente, Norris ha tagliato corto: «Ne abbiamo parlato tutti insieme come squadra. Mi sono scusato, ma è tutto quello che dovete sapere».
Successivamente Norris ha fornito una spiegazione più articolata, che però lascia emergere una certa contraddizione tra l'assunzione di responsabilità e la convinzione di aver effettuato una manovra legittima.
«Mi sono scusato perché ero io quello che stava attaccando, come avevo il diritto di fare. Se fossi rimasto fermo, guidando in maniera noiosa come probabilmente avrei dovuto fare, non sarebbe successo nulla. Quindi, in un certo senso, è ancora colpa mia. Ma avevo il diritto di cercare quello spazio e continuo a esserne convinto».
Piastri, invece, ha liquidato l'episodio con poche parole: «Ne abbiamo parlato. È andata così. È un peccato non aver portato punti alla squadra, ma andrà tutto bene e continueremo a lavorare insieme».
Stella perde la pazienza: «Inaccettabile»

Il più duro, tuttavia, è stato Andrea Stella. Il team principal italiano, generalmente molto attento a mantenere toni equilibrati nelle dichiarazioni pubbliche, questa volta non ha nascosto il proprio disappunto.
«Vedere due McLaren che si toccano in quel modo è semplicemente inaccettabile. È qualcosa di cui parleremo con i nostri piloti, in privato. Ribadiremo che l'interesse della squadra è molto più importante di quello di ciascuno di noi. Non esiste ego, non esiste persona che venga prima dell'interesse della McLaren».
Stella ha riconosciuto che la squadra, pur non avendo il potenziale per vincere la Sprint, avrebbe potuto comunque raccogliere punti preziosi. Invece, il contatto tra i due piloti ha compromesso il risultato, aggravando una fase nella quale ogni occasione dovrebbe essere sfruttata al massimo.
Il riferimento all'interesse collettivo non è casuale. In una squadra che sta attraversando un momento di difficoltà tecnica, la gestione della rivalità interna rischia di diventare un ulteriore fattore di instabilità.
Il team principal papaya ha poi confermato senza troppi giri di parole quanto emerso dalle qualifiche: «Il risultato riflette il nostro livello attuale, che oscilla tra la terza e la quarta posizione in termini di prestazione. Su questa pista Red Bull e Ferrari sono chiaramente davanti a noi, mentre siamo in lotta con Mercedes».
La McLaren sembra aver progressivamente perso terreno nei confronti di avversari che hanno continuato a sviluppare le proprie monoposto, riuscendo in alcuni casi a trovare una direzione tecnica più efficace. Ma il quadro rimane complicato da interpretare: in Malesia e a Singapore, tra errori di esecuzione e difficoltà nel mettere insieme un weekend pulito, non abbiamo probabilmente visto tutto quello che la MCL40 sarebbe stata in grado di offrire.
La squadra è consapevole del problema e prepara una nuova fase di sviluppo. Stella ha infatti confermato che alcuni aggiornamenti, finalizzati nelle ultime settimane, saranno introdotti progressivamente a partire dal Gran Premio di Austin.
Per Singapore, intanto, lo stesso Stella ha invitato alla prudenza: «Dobbiamo essere realistici e riconoscere che ottenere un podio non sarà certamente facile».
Il rischio è che la crisi tecnica alimenti quella interna, e viceversa. In McLaren, almeno per quanto abbiamo potuto osservare direttamente nelle ultime settimane, quegli equilibri non sembrano più solidi come un tempo.
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