La Red Bull è incontenibile in accelerazione e negli allunghi e Verstappen sigla la pole position anche nel sabato di Singapore, candidandosi, dopo la vittoria della gara Sprint, anche alla vittoria della gara di domenica.
Leclerc, dopo molte difficoltà, trova un giro strepitoso all’ultimo tentativo che gli vale la prima fila accanto all’olandese per soli 54 millesimi. La SF-26 è a suo agio a Marina Bay e Leclerc la guida in modo sublime; tuttavia, la moderna Formula 1 premia accelerazione e velocità sui rettilinei, caratteristiche non al top per la Ferrari.
Lewis Hamilton, che è parso molto più in forma rispetto al monegasco per tutta la sessione di qualifica, nel momento decisivo non è riuscito a mettere insieme il giro perfetto. Rimane un po' di rammarico perché anche l’inglese aveva il potenziale per partire al palo.
Come si era visto anche ieri, Verstappen e la sua RB-22 sovrastano la Ferrari in ogni allungo.
Il grafico della telemetria mostra chiaramente quanto, già nella prima sequenza di curve, Leclerc riesca a scavare un vantaggio di oltre due decimi, che Verstappen riassorbe subito in accelerazione prima di curva 5, dove arriva con quasi 10 km/h di vantaggio sul monegasco.
Il vero capolavoro Leclerc lo fa nel secondo settore.
Il grafico è, come per la qualifica sprint, caratterizzato dal folle recupero di Verstappen in tutte le accelerazioni, cosa che gli conferisce un andamento a dente di sega che disturba un po' la lettura, ma è incredibile il trend complessivo che vede il numero sedici della Ferrari uscire da curva 13 con oltre sei decimi di vantaggio su Verstappen.
Sarebbe un giro da pole position se non fosse per la potenza e la superiore gestione dell’energia di cui è capace la power unit della Red Bull, che consente al quattro volte campione del mondo di divorare questo distacco e transitare sul traguardo con in tasca la manciata di millesimi che vale la pole.
Il vantaggio della RB-22 non è solo nella power unit, ma anche nello stile di guida dell’olandese, che si è adattato a queste monoposto ed è ora caratterizzato dal rilascio completo e anticipato dell’acceleratore e da velocità molto inferiori in curva, per permettere la ricarica della batteria al fine di scaricare tutta la potenza in rettilineo.
Lewis Hamilton è stato incredibile nelle prime due sessioni di qualifica, aveva il potenziale per puntare alla pole position ma ha commesso delle sbavature, alcune molto evidenti, proprio nel momento che più contava.
Nel grafico di confronto tra Leclerc e Hamilton, la prima e più evidente sbavatura, quella che apre il gap tra i due piloti Ferrari, avviene già nel primo complesso di curve. Il britannico entra forse un po' più veloce e sembra non scalare una marcia, cosa che probabilmente lo mette in difficoltà in curva due e lo costringe ad alzare il piede.
Di contro, Hamilton dimostra il suo potenziale nella chicane di curva 16 e 17, in cui riassorbe il gap accusato dal compagno di squadra portando tantissima velocità in ingresso e nella percorrenza delle due curve.
Nonostante queste sbavature, il secondo e il terzo posto in qualifica certificano quanto la SF-26 si trovi a suo agio su questa pista.
La Red Bull è incontenibile in accelerazione e negli allunghi e Verstappen sigla la pole position anche nel sabato di Singapore, candidandosi, dopo la vittoria della gara Sprint, anche alla vittoria della gara di domenica. Leclerc, dopo qualche difficoltà, trova un giro strepitoso all’ultimo tentativo che gli vale la prima fila accanto all’olandese per soli 54 millesimi. La SF-26 è a suo agio a Marina Bay e Leclerc la guida in modo sublime; tuttavia, la moderna Formula 1 premia accelerazione e velocità sui rettilinei, caratteristiche non al top per la Ferrari. Lewis Hamilton, che è parso molto più in forma rispetto al monegasco per tutta la sessione di qualifica, nel momento decisivo non è riuscito a mettere insieme il giro perfetto.
Sarebbe un giro da pole position se non fosse per la potenza e la gestione superiore dell’energia di cui è capace la power unit della Red Bull, che consente al quattro volte campione del mondo di divorare questo distacco e transitare sul traguardo con in tasca la manciata di millesimi che vale la pole. Il vantaggio della RB-22 non è solo nella power unit, ma anche nello stile di guida dell’olandese, che si è adattato a queste monoposto ed è ora caratterizzato dal rilascio completo e anticipato dell’acceleratore e da velocità molto inferiori in curva, per permettere la ricarica della batteria al fine di scaricare tutta la potenza in rettilineo.
Hamilton aveva il potenziale per puntare alla pole position, ma ha commesso delle sbavature, alcune molto evidenti, proprio nel momento che più contava. Dimostra però il suo potenziale nella chicane di curva 16 e 17, in cui riassorbe il gap accusato dal compagno di squadra portando tantissima velocità in ingresso e nella percorrenza delle due curve.
Foto di copertina di Peter Kiss / WHYOUT Images
Articolo modificato il 11.10.2026 alle ore 08.08