Haas, Komatsu e il patto con Toyota: «nessun pilota aveva il posto assicurato»
16/10/2026 08:00:00 Tempo di lettura: 4 minuti

Ieri pomeriggio noi di Formula1.it abbiamo avuto l'onore e il piacere di partecipare a un incontro esclusivo con Rafael Camara e Ayao Komatsu. Oltre a noi erano presenti anche moltissimi colleghi, in rappresentanza delle testate estere più importanti del panorama motoristico mondiale.

Durante l'incontro, al quale eravamo una delle pochissime testate italiane accreditate, Ayao Komatsu ha spiegato i motivi che hanno portato lui e la Haas a scegliere Rafael Camara, soffermandosi anche sul rapporto con Toyota e sul possibile diritto di veto nella scelta del pilota destinato ad affiancare Oliver Bearman nel 2027.

"Fin dall'inizio delle trattative con Toyota nel 2024 sapevo che Akio Toyoda desiderava portare uno dei suoi piloti su un sedile da titolare per il 2027", ha dichiarato il giapponese. "Sono andato di persona a Tokyo prima di firmare qualsiasi impegno perché non volevo malintesi o che investissero con l'idea preconcetta di avere un sedile garantito. Gli ho detto con chiarezza che il pilota, chiunque fosse, doveva essere il più veloce. Altrimenti sarebbe stato etichettato come pilota pagante della Toyota e la Haas non avrebbe ottenuto i risultati sperati".

"Akio-san è stato assolutamente d'accordo fin da subito. Lo abbiamo tenuto costantemente informato sulle valutazioni e su Ryo Hirakawa. Quando gli abbiamo poi spiegato il piano del test comparativo era felicissimo di vedere che la Haas lavorava in modo così serio e meritocratico. Questo ha inoltre dimostrato lo spessore della persona che è. Non si è mai aspettato che un sedile venisse regalato senza merito".

"Dopo aver preso la decisione sono andato a parlargli di persona il lunedì dopo Singapore per spiegargli tutto il processo ed è stato assolutamente sereno. È una persona straordinaria e non posso che essere grato per la collaborazione e per averlo conosciuto".

Per avvicinare il più possibile Rafael alla Formula 1, il team potrebbe concedergli una delle vetture durante alcune sessioni di FP1. In risposta a questo quesito Ayao è stato molto chiaro, dicendo solamente tre parole: "To Be Confirmed", ovvero che il tutto verrà confermato e annunciato più avanti, tra qualche settimana.

Tornando poi a parlare della prova sostenuta da Camara e da tutti gli altri piloti presi in esame dalla scuderia, al team principal della Haas è stato domandato cosa avrebbe fatto se non fosse stato possibile organizzare il test a Portimao e, soprattutto, se avrebbe preso in esame esclusivamente i risultati ottenuti in Formula 2 quest'anno.

Rispondendo a questo quesito ha detto: "È un'ottima domanda. Questo è proprio il motivo per cui volevamo dotarci di una struttura per i test TPC. Grazie alla collaborazione con Toyota abbiamo allestito il test team lo scorso anno per farlo decollare e operare con professionalità, e quest'anno sapevamo di dover essere in grado di valutare i piloti internamente in vista delle scadenze contrattuali. Senza il test TPC è difficile dirlo: non avrei avuto la stessa sicurezza e probabilmente non avrei preso la stessa decisione, perché giudicare la Formula 2 dall'esterno è davvero complicato".

"Molti di voi avevano dubbi quando scelsi Ollie per il sedile 2025 perché i risultati in F2 non risaltavano, ma io ero sicuro grazie a ciò che avevamo visto nelle FP1. Scegliere Rafa senza questo test sarebbe sembrato molto più una scommessa, e non so se avrei voluto azzardare. Ma è uno scenario ipotetico; preferisco concentrarmi sul fatto che il team ha creato questo sistema e che Rafa si è fatto trovare pronto, svolgendo un lavoro fantastico".

Parlando infine degli sponsor brasiliani che accompagnano Camara nel corso della sua carriera, a Komatsu è stato chiesto se questi lo seguiranno anche in Formula 1 e se, nelle prossime settimane, siano attesi nuovi annunci da parte della scuderia americana.

Il team principal della Haas ha risposto così: "È probabile che accada, ma tutti i piloti che abbiamo valutato avevano degli sponsor alle spalle. Come ho detto, fortunatamente la differenza di velocità era netta e questo aspetto non è stato determinante nella scelta. Scegliamo sempre il più veloce: se le prestazioni e il talento fossero stati pari, i fattori secondari avrebbero avuto un peso, ma per noi era chiaro che Rafa fosse il più rapido e lo abbiamo scelto esclusivamente per questo".

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