Ferrari, chi è Louis Camilleri e quali sono i suoi piani a Maranello

Ferrari, chi è il nuovo amministratore delegato Louis Camilleri

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Il dopo Marchionne è già iniziato, sia in FCA con l'arrivo di Mike Manley come nuovo CEO, ma anche in Ferrari, dove a cambiare è stato l'intero management.

Marchionne in quel di Maranello ricopriva la carica di presidente e amministratore delegato, cariche che dallo scorso sabato sono state assegnate a due figure separate, e non ad un solo uomo come è stato fino a pochi giorni fa.

Il nuovo presidente è John Elkann, uomo che non ha bisogno di presentazioni, in quanto è più che noto poiché già presidente di FCA e CEO di Exor, e primo esponente della famiglia Agnelli a salire alla presidenza Ferrari.

Ma a quanto pare, l'erede di casa Agnelli, è in qualche modo intenzionato a ripetere quanto fatto in FCA con Sergio Marchionne, ovvero prendere la presidenza ma affidare la parte decisionale/gestionale a uomini di sua fiducia, dunque all'amministratore delegato, che per Maranello sarà Louis Camilleri.

Andiamo a scoprire chi è in realtà il nuovo CEO della casa del Cavallino.

Louis Carey Camilleri, nato ad Alessandria d'Egitto, di origini Maltesi nel 1955, 63 anni, poliglotta, sposato e poi separato, padre di tre figli, per anni presidente di Philip Morris Internatioal e già membro del CDA di Maranello.

Un self-made man, che dopo aver conseguito gli studi in Gran Bretagna e la laurea a Losanna, nel 1978 inizia la sua attività in Philip Morris e pian piano scala tutti i ruoli fino ad arrivare nel 2002 alla carica di presidente.

Una carica che mantiene per anni, nei quali consolida i gradi risultati economici dell'azienda Tabaccaia, che inoltre difende in maniera egregia dalla innumerevoli accuse di "uccidere le persone" tramite il fumo, sostenendo che il fumo è una scelta di vita, al pari di una scalata sul Monte Everest.

Philip Morris uguale Marlboro, Marlboro uguale Formula Uno.
Camilleri infatti si occupa anche delle sponsorizzazioni della multinazionale americana in F1, che fino alla seconda metà degli anni 90 è legata a Ferrari ed altri team, e proprio per volere di Louis, si lega in esclusiva con Ferrari, rafforzando oltremodo un sodalizio lungo ormai più di 40 anni, che permette anche al colosso del tabacco di mettere suoi uomini nel CDA di Maranello.

Oltre alla presidenza della casa di sigarette, Camilleri è anche al timone della Kraft, entra poi nel CDA del colosso delle telecomunicazioni America Movil, e infine entra a fat parte del CDA di Maranello, diventando uno dei consiglieri più importanti di Marchionne.

Attività che lo consacrano come top manager a livello intenzionale, e che gli valgono stipendi da capogiro tanto da fargli accumulare un patrimonio di circa 150 milioni di sterline.

Ora, inizia una nuova sfida per l'egiziano, una sfida bella, importante, ma quanto mai difficile, che lo vedrà al timone della Rossa, nella quale dovrà fare proprio come il suo predecessore, ovvero entrare in punta di piedi, imparando prima e poi eventualmente attuare dei cambiamenti per mettere in atto le sue idee.

Cambiamenti che però attualmente non sembrano per nulla richiesti poiché Marchionne ha lasciato una Ferrari in splendida forma, con una squadra corse in piena lotta per il Titolo Mondiale, magistralmente gestita da Maurizio Arrivabene, in una fase dove sembra essere il punto di riferimento della Formula Uno, e un'azienda con una floridissima situazione economica, con modelli in produzione di altissimo livello e modelli già programmati per i prossimi quattro anni, tra cui una supercar elettrica ed un suv.

Entrata in punta di piedi che, stando alle voci, Camilleri sarebbe già intenzionato a fare, poiché essendo un manager di altissimo spessore e grande conoscitore del Mondo della F1, sa bene quanto la stabilità sia fondamentale per un'azienda di questo tipo, anche per non far crollare il Titolo in borsa.


Stabilità che il nuovo CEO vorebbe dare, per quanto riguarda la squadra corse, a partire dalla scelta dei piloti, in quanto sembra sia intenzionato anche a confermare Kimi Raikkonen per una stagione, e voglia far fare un'altro anno di gavetta a Charles Leclerc prima di metterlo al volante della Rossa.

Inoltre sembra ci sia una forte volontà di mantenere e rafforzare la partnership con il team Alfa Romeo-Sauber, che se saprà sfruttare al meglio la collaborazione con Ferrari, potrà portare a casa ottimi risultati, utilissimi per il rilancio del marchio Alfa Romeo proprio come progettato dal Presidente Marchionne, che aveva fortemente voluto questa operazione.

Formula Uno, della quale è amante e conoscitore, e ciò è stato forse il principale motivo della sua nomina, anche perché sarà lui che dovrà proseguire le discussioni delle regole tecniche 2021, e riprendere la battaglia contro la FIA e Liberty Media da dove aveva interrotto Marchionne, e per questo dal Lingotto hanno dovuto trovare un manager credibile e che fosse già inserito nell'ambiente, visto che non sarebbe stato possibile dare eventualmente tempo ad un neofita della categoria di ambientasi.

Formula Uno, che ha anche impattato sulla sua vita privata, visto che proprio grazie alla sua passione per il Motorsport ha conosciuto lo scorso luglio la modella Naomi Campbell, con cui è finito sulle prime pagine delle riviste di gossip, per la loro presunta love story con conseguente fuga d'amore sul jet privato dello stesso Camilleri.


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