La strategia Mercedes ha ribaltato il risultato del GP d’Ungheria

La strategia Mercedes ha ribaltato il risultato del GP d’Ungheria

Vediamo anche perchè Verstappen non poteva difendere il primo posto e perchè la Ferrari ha rimediato il gap più pesante da 3 anni a questa parte...

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2019 FIA Formula One Rolex Magyar Nagydij – Gara – Domenica 04/08/2019
Tempo: sole, 25.1-25.8°C vento, 46.6-42.7°C pista

Tutti convinti in un trionfo della Red Bull Honda di Verstappen ed invece, una mossa azzardata, ma poi risultata vincente, ha permesso ad Hamilton di recuperare il distacco con Verstappen e strappargli la vittoria.

In tutto questo le Ferrari sono rimaste a guardare, tanto che Vettel, arrivato terzo, ha finito la gara con più di un minuto di distacco dall’inglese.

Infine giornata da dimenticare per Bottas che, causa scontro con Leclerc subito dopo la partenza, si è ritrovato nelle retrovie a combattere, per poi finire ottavo.


E’ ovvio che la strategia della Mercedes abbia aiutato Lewis a conquistare il suo ottavo successo in questa stagione.

Ma se analizziamo i dati già dai primi giri si era notato come la W10 di Hamilton sembrasse avere qualcosa in più la domenica di gara.

Nonostante Verstappen abbia realizzato una delle sue migliori partenze degli ultimi gran premi, mantenendo la prima posizione, Lewis dava l’impressione di poter gestire il distacco, non lasciando mai andare via l’olandese in testa.

L’inglese nella prima parte della gara girava in pista con tempi di 1:21.4, 1:21.6 in fotocopia con la RB15 di Verstappen, senza mai dare l’impressione di essere inferiore, anzi.

Dal box Red Bull hanno subito recepito il messaggio ed infatti hanno richiamato anticipatamente Max ai box per mettersi in difensiva da qualsiasi attaco in undercut di Hamilton.

Hamilton ha allungato il suo stint, per poi rientrare con le hard nuove a circa 5 sec da Verstappen.

Come si era già visto, il passo gara con le hard della Mercedes era superiore a quello della Red Bull, ed Hamilton ha subito recuperato in pochi giri Verstappen, tentando un sorpasso, da cui l’olandese si è saputo difendere con maestria, buttando fuori l’inglese alla curva 4.

Hamilton stordito, ha alzato il piede chiedendo al box di inventarsi qualcosa per lui.

Ed ecco che dai box Mercedes, Mr. James Vowles, lo stratega, tira fuori il coniglio dal cilindro e fa richiamare Hamilton ai box. Montano le medie e il calcolo delle possibilità effettuate dal computer di un possibile sorpasso di Hamilton su Verstappen, è sceso al 10% dichiarandolo non probabile.

Nei primi giri Hamilton gira su 1:20 basso, 1:19. Quando il pilota inglese chiede che tempi avesse Verstappen, e gli comunicano che anche il pilota Red Bull stava girando su 1:19, Hamilton ha tirato fuori, come lo ha chiamato il suo ingegnere di pista, l’Hammer-time, girando costantemente su 1:18.

Da aggiungere che questo azzardo di strategia da parte della Mercedes è stato possibile anche "grazie" alla Ferrari. Infatti con una Ferrari in pista più veloce, sicuramente la Mercedes non avrebbe potuto aggiungere un pit stop a quelli che avevano previsto ad inizio gara e montare le medie. Altrimenti si sarebbe trovato nel traffico delle due Ferrari, a dover superarli su una pista dove sono quasi impossibili i sorpassi.

Verstappen, con un vantaggio di circa 20 sec, girava con la speranza che le gomme non si degradassero troppo per arrivare fino alla fine. Hamilton impostando un ritmo forsennato, ha però costretto l’olandese a spingere e perdere prestazioni con le gomme ben prima del previsto. A 4 giri dalla fine, grazie anche al DRS, Hamilton ha superato Verstappen con facilità sul rettilineo principale e vinto la gara. Un vero capolavoro di strategia e forza di squadra.

In casa Mercedes intanto hanno avuto modo di provare una configurazione più spinta dell’auto. Frutto anche dei recenti visibili sviluppi della Red Bull, e della Honda, che l'hanno resa una minaccia concreta per i prossimi gran premi.

Hamilton durante tutta la gara ha lamentato un forte surriscaldamento dei freni dovuti alla chiusura piuttosto spinta al posteriore, ed una soluzione di ventilazione dei freni al limite per esaltarne l’efficienza. Sicuramente la Mercedes avrà da lavorare su dei dettagli per migliorare un’auto già quasi perfetta.

In casa Ferrari, invece, ci sarà poco da stare tranquilli.

Le Ferrari era dal 2015 più o meno, che non subivano un distacco così pesante. Hanno sempre avuto un problema di downforce, sopperito da una power unit molto potente, ma poco efficiente. Probabilmente il problema di efficienza del motore stesso, genera questi periodi di stallo in gara con stint lenti, dato che i piloti Ferrari sono spesso costretti a guidare per lunghi periodi in modalità fuel saving.

Anche Vettel ha dichiarato che dopo l’Ungheria in Ferrari ci saranno molti compiti a casa da svolgere per risolvere i vari problemi della monoposto nei prossimi 2 mesi.

Dall’altra sponda Ferrari invece Leclerc ha sofferto il degrado delle gomme posteriori. Situazione anche questa che spesso si è presentata al monegasco. Anche lui nelle dichiarazioni ha ammesso che i problemi con il degrado delle gomme posteriori è colpa anche del suo stile di guida. Dovrà imparare di più da Vettel per sopperire a questo problema.

Il mix velenoso di consumo eccessivo delle gomme, della poca efficienza della PU Ferrari, spesso in fuel saving e dello scarso downforce che rende la SF90 lenta nei tratti misti hanno portato ad un gap abissale ma anche difficilmente ripetibile nei prossimi Gp.

Chi invece può gongolarsi un po’ in questo Gran Premio, ed in generale per quello visto fino ad ora per la prima metà della stagione è la McLaren. La scuderia di Woking in Ungheria ha portato un nuovo profilo dell’ala posteriore per aumentare il carico aerodinamico, e come in altre occasioni, è stata una scelta che l’ha premiata in pista.

Il quinto posto di Sainz ed il nono posto di Norris (che tra l’altro ha avuto problemi ai box), sono di sicuro un grandissimo risultato, che la nominano di fatto, la quarta forza del mondiale, per chi ancora non lo avesse capito.

Vedremo se in Belgio la Ferrari sfrutterà il suo potenziale su una pista di sicuro a lei favorevole. E se soprattutto sapranno reagire alla disfatta ungherese.

Lo sapremo soltanto il 1 Settembre.

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