SF21: novità, storia e verde speranza per la Ferrari del riscatto
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Basso profilo, poche parole e molti fatti. Questo è lo spirito con cui la Scuderia Ferrari si avvicina alla stagione 2021 che, per forza di cose, dovrà essere migliore del deludente 2020.
Un riscatto non così improbabile, poiché assai complesso sarebbe ripetere il pessimo piazzamento in classifica costruttori del team, mai caduto così in basso dal 1980.

Proprio con questo spirito è andata in scena la presentazione della Ferrari SF21, la nuova arma del Cavallino, con cui a Maranello si vuole voltare pagina dopo il 2020.
Un evento low profile, molto austero, con poche immagini registrate della vettura, seguite da poche parole di rito dei direttori dei vari reparti.
Così dunque è ufficialmente iniziato il 2021 Rosso.

Contestualizzata la situazione, andiamo ora a parlare della protagonista di giornata, come ha detto lo stesso team principal Binotto, la SF21.

La nuova creatura del Cavallino è una vettura bella prima di tutto, dal punto di vista puramente estetico, che già in questo ambito presenta delle novità e divide i tifosi.
Cromaticamente parlando, è invariato il rosso opaco, ormai alla terza stagione.
Un rosso al quale però si affianca un tocco vintage, quasi un filo invisibile che sancisce il legame della Rossa con la sua storia, poiché nel retrotreno il colore sfuma verso un rosso amaranto, quello della 125s, la prima Ferrari della storia, che fa il paio con dei numeri "vintage" simili a quelli usati negli anni '50.
Ma la novità che maggiormente salta all'occhio è la colorazione verde (verde speranza) del logo Mission Winnow sul cofano motore.

Passando invece alla "res" come dicevano i latini, alla sostanza, bisogna sottolineare quanto la nuova Ferrari sia una profonda e ricercata evoluzione del modello precedente.
Di fatto, seppur con le mani legate dai congelamenti regolamentari, i tecnici del Cavallino hanno svolto un lavoro di fino su ogni elemento della monoposto, non tralasciando nessuna area nella speranza di chiudere quanto più possibile il gap dai rivali.


Analizziamo ora, brevemente la 67esima monoposto del team Italiano.

Partiamo dal frontale, dall'ala anteriore, dove è stato mantenuto il famigerato effetto outwash, con lo scopo di convogliare i flussi all'esterno della ruota anteriore, utile a ridurre la resistenza all'avanzamento.
Grosse novità riguardano il muso, ancora largo (poiché congelato dal regolamento) ma che è stato affinato per ridurre il drag e migliorare l'efficienza del cape nella parte inferiore del muso.
Cape, che insieme ai profili svergolati del muso vanno a convogliare aria verso i bargeboard e i turning vanes sotto le gambe del pilota.
Ad un primo sguardo, appare leggermente rivista anche la sospensione anteriore ed i brake duct, ridimensionati, per ospitare le nuove Pirelli con una spalla più "cicciotta".
Importante è l'introduzione di 4 piccole corna all'attacco del muso anteriore, funzionali a "pettinare" i flussi verso il posteriore.

La zona dei bargeboards è stata anch'essa molto affinata, dal momento che questi elementi appaiono molto lavorati e ricchi di soffiature, con due scimitarre orizzontali, nello stile dei competitor.
Invariate invece le dimensione delle bocche dei radiatori, comprese tra il cono anti-intrusione laterale e il flap superiore.
Molto lavorato e abbassato in altezza il deflettore al lato delle bocche di raffreddamento, che lavora in sinergia  con 5 flap orizzontali, presenti anche se tutte le altre vetture.
Nessuna grossa novità nella zona degli specchietti, invariati nella forma, nei supporti degli specchietti e nella soffiatura nella zona superiore.

Importanti modifiche alla presa d'aria sopra la testa del pilota che, rispetto al 2019, ha un ingresso ovoidale e tripartito per migliorare il raffreddamento della power unit e la portata d'aria al compressore.
In questa zona sono state confermate le due "corna", per migliorare la portata d'aria verso l'ala posteriore.

Grande upgrade, almeno ad un primo sguardo, quello del packaging dei radiatori che ha permesso di adottare pance e fiancate molto sciancrate, per far riattaccare i flussi d'aria dalla parte superiore al fondo piatto delle vettura, al fine di recuperare parte del carico tagliato dal regolamento.
Lavoro, questo, che va a totale favore dell'aerodinamica, poiché dovrebbe eliminare il muro aerodinamico che generavano i pacchi radianti 2020, favorendo la riduzione del drag.

Lavoro importante sui radiatori che si unisce alle varie modifiche alla power unit, vero tallone d'Achille della SF1000, che sulla nuova vettura è stata totalmente riprogettata.
Sulla PU infatti è presente un nuovo intercooler, una nuova turbina rivista nelle dimensioni, delle camere di combustione riprogettate ed un nuovo sistema di scarico, più compatto del precedente, concepito per ridurre gli ingombri, in favore di una minor resistenza all'avanzamento.
I motoristi diretti da Enrico Gualtieri hanno dedicato grande attenzione anche alla gestione del'MGU-H durante il giro, per avere una distribuzione energetica più omogenea, tale da garantire massima prestazione per più tempo, evitando cali di potenza.
Modifiche che, stando ad alcune indiscrezioni, dovrebbero garantire una discreta quantità di cavalli, utili a ridurre, ma non ad azzerare, il gap dalla PU Mercedes.

Pance svasate, ma non solo, perché il carico aerodinamico si trova con il fondo.
Fondo che, anche se in una prima versione molto semplificata, dovrebbe essere abbastanza evoluto, poiché la Rossa già a fine 2020 ha testato due versioni di esso, acquistando una notevole quantità di dati.
Sempre in questa zona, nella zona "coca-cola", è stato svolto un granissimo lavoro che, rispetto al 2020, è stata molto ristretta, anche lavorando sulla scatola del cambio, su cui sono stati spesi i due gettoni concessi dal regolamento.
Cambio che, oltre ad essere rastremato, è stato anche rialzato per garantire una maggiore portata d'aria all'estrattore.
Non solo, ma nella trasmissione è stata anche alloggiata una nuova sospensione idraulica.

Sempre al posteriore, mantenuta l'ampia pinna verticale per migliorare la stabilità in situazioni di curva prolungata, così come la D-wing nel posteriore, che ha due livelli.
Novità anche sui brake-duct posteriori che sono state ridimensionate e riprogettate nella canalizzazioni interne.
Sull'ala posteriore è stata introdotta la configurazione a cucchiaio, mentre sono stati confermati i soffiaggi sugli endplate e il doppio pilone di sostegno.

Tolto il "velo", anche se velo non c'è stato, non resterà che vedere come la nuova SF21 si comporterà quando scenderà in pista.
Pista che la vedrà protagonista già da domani con un fiming day in Bahrain, e la vedrà poi impegnata già da Venerdì con la sessione di test invernali.

Bella, credo di parlare a nome di tutti, è bella la nuova Ferrrari, anche se, come diceva un famoso presidente del Cavallino: "Non importa se una macchina sia bella o brutta, l'importante è che sia vincente".


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