Sainz e Leclerc stili diversi, ma Carlos impara in fretta
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In una Portimao ventosa e scivolosa, Carlos Sainz,  nella sua terza uscita in Ferrari, è riuscito a qualificarsi davanti al suo super-veloce compagno di squadra Charles Leclerc, un risultato impressionante e dovuto ad un notevole numero di fattori e ad un insieme di circostanze che ha permesso un affascinante confronto tra gli approcci dei due piloti.

Il manto del circuito di Portimao era a malapena più aderente di quanto non fosse lo scorso anno quando era nuova di zecca e le raffiche di vento erano ancora più forti. Se a questo aggiungiamo una selezione di mescole Pirelli molto conservativa (le tre più dure della gamma) e le regole aerodinamiche del '21, massimizzare il potenziale delle vetture era altamente improbabile e la Ferrari non faceva eccezione.


"L'ultimo settore in particolare non potete immaginare quanto sia imprevedibile e difficile da guidare", ha dichiarato Sainz.

Quel settore finale inizia alla curva 11, il picco più alto ed esposto del circuito, tuffandosi poi giù per la collina prima di affrontare ripetutamente il forte vento trasversale nelle restanti quattro curve.

"La pista era 0,3s più veloce in Q2 che in Q3. La differenza era tutta in quel punto. In Q3 sono entrato nella curva 13 mostrando zero delta [rispetto al suo miglior giro in Q2] e ho perso quei tre decimi solo nelle ultime curve. Lassù il vento ti spinge molto di più".

Ed è stato proprio completare due giri di alta qualità e senza errori in Q3 ed in queste condizioni che ha dato a Sainz particolare soddisfazione. "L'ho fatto due volte in condizioni difficili. Questo mi dà una buona sensazione".

Così come ha dato soddisfazione battere il compagno in qualifica: "Non fa male! So che ogni volta che Charles è in pista estrae molto dalla macchina; soinfe come un pazzo. Mi sto divertendo. Quando sono in pista anche io spingo come un matto. Non risparmio nulla in FP1 o FP2; sono sempre al limite e lui ha un approccio simile. Sto imparando molto da lui e da come affronta le cose, specialmente la Q2 e la Q3, come riesce a fare quei giri speciali. C'è ancora molto da imparare, ma a poco a poco sto migliorando".

Leclerc ha troppo spesso tirato fuori giri sensazionali da una macchina mediocre per essere una coincidenza, e questa è la capacità speciale che Sainz cerca di emulare. Ma questa volta Leclerc non è riuscito a farlo, e probabilmente proprio per la stessa voglia di andare oltre ciò che sembra fattibile e che spesso regala quei giri spettacolari. "Stavo cercando di spingere troppo", ha dichiarato, "cosa che funziona nella maggior parte delle condizioni, ma in queste condizioni se sei un po' al di sotto del limite e riesci a fare un giro pulito paga e ho fatto fatica a farlo. È stato incredibilmente difficile in queste condizioni".

È la volontà di Leclerc di provare l'irragionevole, di trascendere i limiti della macchina per un solo giro ispirato che ha portato i paragoni con Gilles Villeneuve. Non può funzionare sempre, e le possibilità di farlo sono esponenzialmente meno quando le condizioni sono così mutevoli da un giro all'altro. "Non è una scusa. Non ho fatto un lavoro abbastanza buono. Ho lottato per essere coerente. Avrei dovuto fare un lavoro migliore".

Sainz sta invece continuando il programma di adattamento intensivo avviato da quando si è seduto per la prima volta sulla Ferrari e l'ha trovata così diversa dalla McLaren che aveva guidato nei due anni precedenti. Per lui, le condizioni difficili erano solo parte di quell'apprendimento. "Ho fatto dei progressi con il mio stile di guida, ho imparato a guidare in modo un po' diverso questo fine settimana. Ho provato anche cose diverse sul set up e mi ha dato una sensazione migliore. Sto facendo progressi ma ci sono ancora cose da scoprire. Se vuoi estrarre il massimo assoluto dalla macchina devi adattare la tua guida, con vento contrario, vento di coda, sottosterzo, sovrasterzo e guidare in modo diverso, devi sapere come guidare ogni curva. Questo fine settimana mi sono impegnato molto, concentrandomi su ogni curva, come avvicinarmi e come guidarla. C'è molto da pensare all'interno della macchina". Un approccio non ancora istintivo, ma invece molto ponderato e che si è rivelato perfetto per le strane condizioni di Portimao. "Ogni volta che sono dentro la macchina devo pensare molto. Ci sono ancora un sacco di prove ed errori per estendere la mia finestra di conoscenza con la macchina. Sto ancora imparando"

Ma sarà difficile per Sainz essere il pilota Ferrari più in forma anche in gara e per motivi che non hanno nulla a che fare con i processi di apprendimento o lo stile di guida. Sainz parte con gomma morbida mentre Leclerc ha superato la Q2 con la media, mescola che lavorerà meglio dopo solo quattro o cinque giri e che dovrebbe permettere a Leclerc di accedere a una strategia migliore.

"Mi sarebbe piaciuto passare con quella gomma", dice Sainz con rammarico. "Mi sentivo davvero bene oggi, ma ho avuto traffico nel mio primo giro in Q2. Sono stato raggiunto da Kimi e ho fatto un errore, quindi non è stato un buon giro. Abbiamo giocato sul sicuro passando sulla morbida".

L'anno scorso la morbida ha avuto un grande vantaggio, ma di breve durata, rispetto alla gomma media all'inizio ed è ciò che ha permesso a Sainz di passare entrambe le Mercedes nei primi due giri e condurre la gara con la sua McLaren. Ma è difficile pensare che possa ripetersi, anche se tutte e quattro le auto davanti a lui sono su gomme medie. La gara dell'anno scorso si è svolta in condizioni fresche, con una pioggerella minacciosa. Le previsioni per questa sono di sole. "Se c'è il sole, come oggi, c'è poca differenza nel riscaldamento delle due gomme", dice con rammarico.

Articolo originale su the-race.com

Foto Scuderia Ferrari Facebook

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