Punto di rottura
Che emozioni nel Gran Premio degli Stati Uniti, teatro di un altro e tesissimo atto del duello tra Hamilton (10) e Verstappen (10). A voler cercare il pelo nell’uovo il campione in carica si è dimostrato leggermente superiore al contendente, sia per ...

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Che emozioni nel Gran Premio degli Stati Uniti, teatro di un altro e tesissimo atto del duello tra Hamilton (10) e Verstappen (10). A voler cercare il pelo nell’uovo il campione in carica si è dimostrato leggermente superiore al contendente, sia per l’abilità nel portare la Mercedes 44 oltre i propri limiti nelle qualifiche, sia per la super partenza che lo aveva messo nelle condizioni di poter vincere una gara difficilissima. Ma questa volta è stata la Red Bull a fare il brutto e il cattivo tempo con le strategie, potendo contare su uno stoico Sergio Perez (7), più che mai utile nell’aiutare il compagno di squadra.

Quello di Austin potrebbe essere il punto di rottura con cui si interrompe la corsa di Hamilton all’ottavo titolo mondiale. Fino a questo momento l’inglese aveva dovuto affidarsi alle piste amiche e alla proverbiale fortuna (anche se parzialmente annacquata dalla pioggia di Spa e di Sochi) per tenere in bilico le sorti del campionato. Oggi, in una roccaforte argentea, una delle ultime rimaste in elenco, ha perso altri sei punti, pochi in termini assoluti, ma molti considerando che la Red Bull è favorita in molti degli altri circuiti e soprattutto che Verstappen si è dimostrato implacabile nel raggiungimento dell’obbiettivo, tanto da gestire persino la sosta di Perez. Insomma, sembra proprio che Max abbia raggiunto quel livello di perfezione a lungo invocato da Rosberg e necessario per battere Lewis, a cui comunque va riconosciuto il merito di non voler lasciare nulla di intentato, nonostante un palmares da togliere l’appetito e un’anagrafe che inevitabilmente comincia a presentargli il conto.


Leclerc (8), con la Ferrari, si conferma il best of the rest, anche se la Ferrari è finita distantissima dai primi. Concreto Ricciardo con la McLaren (8), anonimo come al solito Bottas, appena sesto, punti buoni per Tsunoda (8) e Vettel (7).

Un’ultima parola la merita il nostro Antonio Giovinazzi, ormai agli sgoccioli con la sua esperienza in Formula 1. Sembra chiaro (e triste) che la Alfa Romeo gli stia remando contro, ciononostante si è tolto la soddisfazione di finire davanti a Raikkonen (4) che aveva lasciato passare e che ha gettato alle ortiche un preziosissimo e abbordabilissimo punto iridato.

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