Piastri
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Oscat Piastri è sicuramente uno dei prospetti più interessanti del mondo delle corse. Attualmente in testa al campionato di Formula 2, ha già la certezza che nella stagione 2022 sarà il pilota di riserva dell'Alpine. Un traguardo importante per un ragazzo appena ventenne, che però è rimasto con l'amaro in bocca per il mancato approdo come "titolare" all'Alfa Rome Racing. Il team di Hinwill, come è noto, gli ha preferito il cinese Zhou, anch'egli oggi impegnato in 'cadetteria'. 

L'australiano è intervenuto ai microfoni di Motorsport per parlare di questa vicenda e tanto altro ancora. Di seguito le sue parole.

Le parole di Oscar Piastri

Sul mancato approdo da 'titolare' in F1

"L’ufficialità mi è stata comunicata una o due settimane fa, ma già a Silverstone sapevo tutto. Ero consapevole già prima della pausa estiva che le mie possibilità di diventare un pilota ufficiale in F1 erano poche".


Sull'accanimento mediatico nei confronti di Zhou

"Ho cercato di far comprendere come la promozione di Zhou in F1 non fosse una sua colpa. Sono consapevole del supporto economico che può garantire, ma non è una sua colpa se qualcuno ha deciso di sostenerlo. Inoltre può aprire un nuovo mercato alla Formula 1. Certo, si può discutere del fatto che sia alla terza stagione in Formula 2, ma sta ottenendo dei risultati. Ha conquistato delle vittorie, è secondo in classifica e non sta faticando nell’ottenere i punti per la superlicenza. Ovviamente io sono consapevole che avrei meritato una possibilità in F1, ma non credo che mi abbia soffiato il posto come hanno affermato in molti”.

Sulla futura esperienza da pilota di riserva dell'Alpina

"Sarò al volante dell’auto di quest’anno grazie al cambio di regolamenti. Certo, la monoposto del 2022 sarà totalmente differente, ma non sarà così tanto diversa in termini di velocità e tempi sul giro. I test saranno utili per prendere confidenza con il lavoro richiesto dagli ingegneri, con tutte le procedure e le regolazioni da effettuare tramite i manettini presenti sul volante. La cosa importante sarà essere coinvolto in un team di Formula 1. Ad ogni modo credo sia positivo far parte di un programma simile piuttosto che correre in un’altra categoria che mi avrebbe allontanato dalla F1”.

Sulla sua situazione nel mondiale 2021 di Formula 2

“Io sono un ragazzo molto calmo, e credo che questo aiuti molto in situazioni stressanti come quelle vissute a fine stagione. Quest’anno arrivo agli appuntamenti conclusivi del campionato con un margine in classifica più importante rispetto a quanto visto in passato. Nel 2019 avevo 13,5 punti di vantaggio all’ultima gara, mentre nel 2020 soltanto 7. Non credo che con il format attuale ci sarà la possibilità di chiudere i giochi già a Jeddah, ma spero che l’ultimo appuntamento sia meno stressante rispetto a quanto accaduto negli ultimi due anni. Ad ogni modo non penso che avrò molta pressione addosso. So già cosa farò il prossimo anno ed ho già dimostrato quello che sono in grado di fare in macchina. Lo scorso anno è stato un po' strano non riuscire ad esprimermi al meglio in qualifica dato che in Eurocup avevo ottenuto 6 o 7 pole durante la stagione ed era uno dei miei punti di forza. Quest’anno ho una maggiore comprensione della vettura. Credo che abbia aiutato aver avuto a disposizione 6 giorni di test invece di 3, e soprattutto nei test di Barcellona ci siamo concentrati sul migliorare le performance in qualifica. Sono state delle prove preziose per capire come riuscire ad estrarre tutto il potenziale. Come pilota voglio soltanto vincere. Anche se dovessi portare a casa il titolo in F2 non credo che questa vittoria dimostrerebbe ulteriormente le mie qualità".

Sulla poca considerazione ricevuta dopo le vittoria in Eurocup e Formula 3

“Credo di aver notato questa cosa lo scorso anno, ma penso che sia stata dovuta al fatto che correndo con Prema tutti si aspettavano soltanto la vittoria. Forse sono stato un po' “invisibile”, ma quest’anno la situazione è cambiata, specie a partire da Silverstone. La stampa ha parlato molto di me ed anche i fan mi hanno notato".

Sui sacrifici che comporta il mestiere di pilota

“Per un ragazzo come me, nato in Australia, l’unica possibilità di poter arrivare in Formula 1 è quella di trasferirsi in Europa. Ormai vivo qua da circa 5 anni e mi sono abituato a questa nuova realtà. I primi anni però sono stati difficili e tornavo spesso in Australia, circa 4 o 5 volte l’anno. Adesso non torno a casa dalla mia famiglia da gennaio. Devo dire, però, che anche se non avessi fatto il pilota avrei scelto di andare lontano da casaNon credo che la stampa ci metta pressione da questo punto di vista, ma forse vengono sottovalutati i sacrifici che siamo costretti a fare per inseguire questo sogno".

Sul tracciato di Jeddah

"Sarà un tracciato molto difficile e incredibilmente veloce. Non è paragonabile a nulla di quanto visto in precedenza. Ci sono alcune parti del tracciato che ricordano Silverstone. Inoltre l’aderenza dell’asfalto sarà bassa, ci sarà molto caldo e dovremo gestire le mescole Pirelli più morbide. Sarà una bella sfida".

Sui suoi sogni

"Credo che lottare con Hamilton sarebbe bello. È un pilota con moltissima esperienza in Formula 1 e sa come vincere un titolo. Battere Lewis sarebbe qualcosa di speciale e credo che la stessa cosa la pensi anche Max quest’anno".


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