
Il 6 marzo 2005 la Formula 1 torna in pista a Melbourne per il tradizionale appuntamento inaugurale della stagione. All’Albert Park, su un tracciato reso insidioso dalla pioggia, è Giancarlo Fisichella a prendersi la scena al volante della Renault.
Il pilota romano, appena approdato al team di Enstone dopo l’esperienza con la Sauber, conquista la pole position, parte bene, e su una pista che cambia rapidamente giro dopo giro, dimostra grande controllo della situazione con la lucidità di chi sa di avere tra le mani una macchina competitiva.
Alle sue spalle prova a rimontare Rubens Barrichello con la Ferrari. Il brasiliano, partito dal fondo della griglia dopo una qualifica disastrosa, è autore di una rimonta spettacolare che lo porta fino al secondo posto. A completare il podio c’è l’altra Renault di Fernando Alonso, che chiude terzo confermando il potenziale della squadra francese.
Per Fisichella è il terzo successo in carriera, dopo Brasile e Malesia 2003, e per l’Italia della Formula 1 quella vittoria aveva un sapore particolare. Dopo cinque anni di dominio Ferrari e dei titoli consecutivi di Michael Schumacher, il 2005 si apriva con la sensazione che quel ciclo fosse finito. Quel successo sembrò allora accendere una nuova speranza per i colori italiani, l’idea che potesse aprirsi una stagione diversa. Le cose sarebbero andate in un’altra direzione: il mondiale sarebbe finito nelle mani del suo compagno di squadra, Fernando Alonso, destinato a diventare il nuovo volto della Formula 1.
Quella gara segna anche l’inizio di una nuova storia nel paddock: è infatti il debutto ufficiale della Red Bull Racing, nata dall’acquisizione della Jaguar da parte della casa austriaca. Il nuovo team sorprende subito con David Coulthard quarto e Christian Klien settimo, a punti alla prima apparizione in Formula 1.
E’ la penultima vittoria di un pilota italiano in Formula 1: l’ultima arriverà poco più di un anno dopo, ancora con Giancarlo Fisichella, nel Gran Premio della Malesia 2006 a Sepang.