2025

Christian Horner sollevato dal comando Red Bull

Il 9 luglio 2025 Christian Horner veniva sollevato dal comando della Red Bull Racing. Non un semplice cambio di team principal, ma la fine di un’epoca: vent’anni di potere, successi, tensioni, dominio e controllo quasi totale su una squadra che, quando lui arrivò nel 2005, era ancora un progetto da costruire sulle ceneri della Jaguar.

Con Horner, Red Bull è passata dall’essere una sfida irriverente al diventare una dinastia: 8 titoli piloti, 6 titoli costruttori, 124 vittorie, 107 pole position e 287 podi. Prima l’era Vettel, con quattro mondiali consecutivi dal 2010 al 2013. Poi l’era Verstappen, feroce, moderna, spietata, culminata in altri quattro titoli piloti consecutivi dal 2021 al 2024.

Eppure la Formula 1 raramente concede finali morbidi ai suoi protagonisti. L’addio arrivò all’improvviso, dopo mesi di logoramento interno, il caso extra-pista che aveva segnato il 2024, il calo prestazionale della squadra e le uscite pesantissime di figure come Adrian Newey e Jonathan Wheatley. La Red Bull non era più la macchina perfetta che vinceva, era attraversata da fratture politiche, tecniche e personali.

Laurent Mekies raccolse un’eredità quasi impossibile: non sostituire un manager, ma provare a governare ciò che Horner aveva contribuito a creare. Perché il britannico non era stato solo il capo. Era stato il volto, la voce, il parafulmine, il regista e spesso anche il bersaglio della Red Bull.

Il suo messaggio d’addio parlava di orgoglio, gratitudine e cuore pesante. Parole inevitabili, ma non vuote: per due decenni Horner e Red Bull si erano identificati a vicenda. La squadra gli aveva dato la grande occasione; lui le aveva dato struttura, ambizione e un’identità vincente.

A un anno di distanza resta una certezza: piaccia o no, Christian Horner è stato uno degli uomini più influenti della Formula 1 moderna. E la sua uscita ha spento il capitolo più lungo, discusso e vincente della storia Red Bull.




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