Tutti i problemi di Charles Leclerc e della Ferrari in Messico. Quello strano rumore del turbo...
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Con il settimo posto in griglia ed un miglior tempo a quasi otto decimi dalla Pole Position di Max Verstappen, quella di ieri è stata senza alcun dubbio la peggior qualifica stagionale per Charles Leclerc e per la Ferrari, che vede anche Sainz solo in quinta posizione e molto lontano dai migliori.

Analizziamo insieme le possibili cause di questo passo indietro in quello che sembrava il punto di forza della Ferrari, ovvero le performance sul giro secco in qualifica.

Consideriamo innanzi tutto un problema al DRS che, in base a quanto riferito da Binotto, sembra aver accusato la Ferrari di Leclerc, problema che però non sembra stato particolarmente grave (o almeno non visibile dalle immagini), come quelli ad esempio avuti da Perez all'elettronica, al DRS ed alla telemetria per tutta la sessione. Charles ha anche dichiarato che in qualche modo la sua Ferrari "non si comportava come si aspettava", denunciando problemi di guidabilità.


Il compromesso tra qualifica e gara

Ferrari, qualifiche GP Messico 2022

Passiamo quindi a quella che potrebbe essere la causa principale dei problemi Ferrari, ovvero un setup non equilibrato. Il team di Maranello sta evidentemente lavorando in ottica 2023 per risolvere il problema di gestione delle gomme accusato per gran parte di questa stagione ed in particolare dopo che è stata applicata la direttiva TD-39.

La F1-75, che all'inizio della stagione sembrava sui binari nonostante il porpoising, dopo la pausa estiva è apparsa sempre molto instabile sul posteriore, difficile da portare nella giusta finestra di funzionamento degli pneumatici, con conseguente poca aderenza e uno slittamento che deteriora velocemente le gomme e le prestazioni.

Ieri la Ferrari ha provato a trovare un compromesso tra le prestazioni in qualifica e la gestione gomme in gara, scegliendo un assetto molto più carico degli avversari, tanto che la velocità massima di Leclerc in qualifica è stata ben 6 km/h inferiore a quella di Verstappen. Un compromesso apparentemente necessario per non soffrire tropo in gara, per non distruggere le gomme e fare risultato quando conta veramente e ci sono i punti in palio.

Il problema è che questo compromesso non sembra aver raggiunto il risultato sperato. Ne avremo ovviamente conferma solo questa sera, ma analizzando le immagini dal camera car di Leclerc abbiamo visto ancora una volta un pilota in grande difficoltà con un posteriore ballerino che invece, in teoria, con maggiore carico avrebbe dovuto essere piantato a terra. Ma non solo, Leclerc arrivava comunque a fine giro con le gomme rosse già in crisi di prestazione, e questo nonostante cercasse di gestirle al meglio nel primo settore.


Quello strano rumore del turbo

Sappiamo che in questo momento la Ferrari sta portando in pista molti esperimenti in ottica 2023, ma una simile difficoltà è probabilmente da imputare alle particolarissime condizioni del circuito Hermanos Rodríguez, che si trova ad oltre 2300 metri sul livello del mare con area rarefatta e poco densa. Condizioni che non pesano solo sul calo di deportanza, punto debole della Ferrari dopo la pausa estiva, ma anche sulla gestione delle temperature delle varie parti della Power Unit.

Altro particolare che abbiamo notato fin da venerdì nelle riprese dalla camera car di Leclerc è lo strano sibilo "strozzato" del turbo della Ferrari. Sappiamo che un punto debole in termini di affidabilità della F1-75 è proprio la nuova unità turbo introdotta in questa stagione, già depotenziata dopo i ritiri di Sainz e Leclerc ad inizio stagione, e che qui sembra stata ulteriormente "castrata" per i problemi di surriscaldamento causati dall'aria rarefatta. Una limitazione che ovviamente influisce negativamente sulle prestazioni in ogni settore del circuito e sulla velocità massima necessaria a difendersi e ad attaccare in gara. Ricordiamo che Leclerc usa in Messico una power unit praticamente nuova, installata nel precedente GP ad Austin, dal quale ci si aspettava un miglioramento di affidabilità e prestazioni. 

Le altre particolarità del circuito

Ferrari, le difficoltà in qualifica in Messico

Infine, da non trascurare, è anche la difficoltà della F1-75 a comportarsi come dovrebbe nei circuiti dove si sfruttano e tagliano maggiormente i cordoli, dove è necessario alzare un po' la vettura da terra e girare con assetti meno rigidi. Lo avevamo già visto in Ungheria ed anche in Belgio, la F1-75 perde tantissimo downforce quando deve viaggiare più alta da terra, a conferma che la direttiva TD-39, che controlla proprio le oscillazioni che si innescano quando si avvicina il fondo all'asfalto, ha colpito duramente la monoposto di Maranello.

La Ferrari ha solo tre gare per trovare una soluzione importante a questi problemi in ottica 2023, e deve dimostrare di saper sviluppare e migliorare un progetto nato bene ma probabilmente messo in difficoltà dal cambio di regolamento e dal budget cap che ha impedito di portare in pista tutti gli aggiornamenti necessari. Ma se c'è riuscita la Mercedes a ribaltare un progetto disastroso dobbiamo sperare che anche Ferrari sia in grado di trovare una soluzione a questi problemi, magari lavorando con un po' più di malizia, magari prendendo spunto da altri ... in fondo c'è sempre il catering per giustificare il superamento del tetto di spesa.

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