È nel suo nuovo ufficio, alle prese con diversi meeting, un team da conoscere e far progredire, consapevole che anche lui dovrà imparare e migliorare, chiamato a fare i conti con un ruolo nuovo in un mondo in cui non hai mai lavorato. Così, con disponibilità e gentilezza, si presenta Xavier Marcos Padros, ingegnere spagnolo e direttore tecnico di Cadillac nel mondiale Endourance. Un tecnico da vent'anni nel motorsport che, dai kart, è arrivato a lavorare in Nascar, F1 e poi in Ferrari come ingegnere di pista di Charles Leclerc. Una figura, 'Xavi', con una passione vera per i motori, con cui chi scrive ha parlato in esclusiva per "Formula1.it", sia affrontando temi e aneddoti del suo passato, sia dialogando sul suo presente e futuro professionale.
Partiamo dall'inizio: ci racconta la sua carriera nel motorsport, dagli inizi fino ad oggi?
"Ho iniziato studiando ingegneria a Barcellona e prima della laurea facevo il meccanico nei kart. Ho iniziato da zero. Poi sono andato in Campos, poi F. Renault, F3000 e GP2. Poi sono passato in F1 con la HRT nel 2010, un team piccolo in cui si faceva di tutto avendo poche risorse. Mi ha aiutato tanto a capire la F1, aspetti del team come meccanici e ingegneri e quelli della vettura, dal differenziale al motore. Era bello. Poi sono passato in Williams, un team storico: un sogno che si avvera. Dopo tre anni mi sono trasferito in America per motivi personali e ho fatto Nascar. Una esperienza dura, bella, diversa dalla F1. Ma hai sempre quattro ruote e devi essere veloce. Ma non puoi portare lì la mentalità europea".
Poi è arrivata la chiamata da Maranello...
"Ho avuto un colloquio con la Ferrari e mi hanno preso. Nel 2018 ero a lavoro sulle due macchine, mentre dal 2019, quando è arrivato Charles Leclerc, sono diventato il suo ingegnere di pista. È stato un sogno andare in Ferrari, è il massimo a cui puoi ambire".

Ora invece sta vivendo una nuova avventura in Cadillac: come si trova?
"E ora in Cadillac, esatto. Tutt'altra storia dalla F1, con gare in IMSA e WEC. È diverso anche il ruolo, non sono più ingegnere di pista ma ricopro un ruolo manageriale, controllo degli ingegneri. Interessante e con una prospettiva diversa".
Lei è noto per essere stato ingegnere di pista di Charles Leclerc in Ferrari. Cosa ha rappresentato questa avventura?
"Quando inizi a lavorare in Ferrari è un lavoro normale, come altri. Poi arrivi in pista, sei nel box e tutto è rosso e inizi a sentirti parte della storia. Sei nel team con più storia che esista. È una responsabilità davvero grande, con i tifosi, e la affronti facedo del tuo meglio. È speciale, la Ferrari farà per sempre parte della mia vita. Prima non c'era, ma ora è e sarà sempre nel mio cuore. Abbiamo fatto e ottenuto molto insieme, ho imparato tanto, la ringrazierò per sempre".
Ci racconta qualcosa su Leclerc, sia come pilota che come persona?
"Charles è un pilota eccezionale, ha un talento naturale davvero incredibile. Mi sono divertito tanto con lui, abbiamo iniziato insieme in Ferrari e lo stimo moltissimo. Gli voglio tanto bene. Come persona è davvero semplice, educato e mi ha sempre trattato bene. Inoltre è rimasto sempre normale, umile. Sai, quando sei giovane, famoso e sei in Ferrari è facile cambiare. Lui no, è da ammirare per questo".

Conosce il monegasco più di tutti, nel profondo: quale pensa sia la sua forza alla guida e quale l'aspetto da migliorare?
"Il suo punto di forza è quello di saper adattarsi subito alla macchina che ha tra le mani e saper dire tutto quello che succede durante la guida. Spinge tanto i cambiamenti di set-up, anche oltre i limiti normali o quello che suggeriscono gli ingegneri. Come tecnico è divertente, puoi pensare fuori dagli schemi. È cresciuto tanto in gara, è forte nella gestione delle gomme, per me è a posto in tutto. È pronto per diventare veramente grande".
Sul rapporto di Charles con i compagni di squadra, Vettel prima e Sainz poi, cosa può dirci?
"Il primo anno, il 2019, lo ha vissuto senza pressioni, le aveva Vettel. Con Sebastian ha sempre avuto un rapporto di grande rispetto e ha imparato tanto da lui, soprattutto dal suo essere davvero concentrato sui dettagli. Abbiamo appreso tanto da questo metodo. Sainz è un pilota davvero costante, lavora tantissimo, abbiamo sempre preso questo aspetto a riferimento. Charles e Carlos hanno sempre avuto un rapporto formale, corretto. Sono due persone diverse, logicamente possono esserci punti di disaccordo, succede. Ma hanno sempre parlato in modo costruttivo".
A inizio 2024 Leclerc ha iniziato la stagione sapendo già dell'arrivo di Hamilton. Come ha reagito alla notizia?
"Charles l'ha presa bene, ovviamente è sempre stato al corrente di tutto, delle trattative e non è stata una sorpresa. Su questo i dirigenti sono stati molto professionali. Ha subito pensato a cosa poter imparare da Lewis, a come poter crescere: l'approccio corretto nel motorsport".
Avete anche vissuto stagioni difficili, il 2020 con l'accordo segreto con la FIA, il 2022 con problemi tecnici e TD39. Cosa ricorda di queste annate?
"È stata dura, anni difficili ma sono cose che succedono nel motorsport. L'importante è capire i limiti e accettare la situazione. Solo allora inizi ad imparare e migliorare. Nel 2022 avevamo una buona macchina, abbiamo iniziato bene il campionato ma quando abbiamo capito i nostri limiti abbiamo subito iniziato a capire come poter migliorare la situazione per il 2023. Sono anni di transizione che accadono, nulla di speciale".
Ha lasciato l'azienda, ma crede che nel 2025 la Ferrari potra tornare al successo?
"Credo che la base sia molto buona, nel 2024 la macchina era buona. C'è la base per arrivare al successo, e poi le persone che lavorano a Maranello sono veramente brave. Anche i piloti ci sono, Charles sappiamo tutti come è, mentre Hamilton dovrà adattarsi, è normale. Quanto più rapido sarà il suo adattamento tanto meglio sarà per la Ferrari e per lui. Ma il team saprà gestire al meglio tutto questo".

In che rapporti è oggi con Leclerc?
"Buoni, ci sentiamo spesso, gli voglio bene e sa benissimo che sono e sarò sempre disponibile per lui, per qualsiasi cosa dovesse aver bisogno. Non ho nessun problema con lui".
In Ferrari è stato spesso criticato, ma oggi con il suo ruolo in Cadillac vede riconosciuta la sua professionalità: critiche ingiuste o normali, figlie dell'esposizione mediatica?
"Ci stanno, sono parte del gioco dal momento in cui sei così esposto, essendo ingegnere di pista di Charles Leclerc e lavorando in Ferrari. È normale. Sei nel team con più tifosi al mondo e inoltre, a differenza degli altri team, hai i tifosi della squadra e non solo del pilota. Ho dato il massimo, a volte ha funzionato e a volte no. Va così".
Passado al presente, come vede il futuro di Cadillac nel Wec, gli obiettivi 2025 in un campionato combattuto e avvincente?
"È un campionato molto interessante, devo ancora imparare tanto, sono arrivato da poco. Dovremo migliorare la macchina, migliorare il team la sua organizzazione interna. Inoltre penso che dovrò portare un po' della disciplina e della mentalità che si ha in F1 nel nostro team. Penso che aiuterà a crescere".
E dovrà battere la Ferrari...
"No, non solo la Ferrari, dovremo battere tutti (ride, ndr). Questa è la normalità delle corse, delle competizioni. Ma sarà una stagione davvero competitiva, ne sono certo".
Restando sul WEC, pensa che il crescente numero di costruttori sia indice che la serie sia diventata, al posto della F1, il laboratorio tecnologico da cui travasare conoscenze per la produzione stradale?
"Sicuramente lo è. Il WEC è un ottimo metro di giudizio per tanti costruttori per valutare quale sia il loro livello di preparazione su determinati aspetti tecnici. È la base da cui partire per gli sviluppi successivi".
L'ultima: chi è Xavi Marcos?
"Sono una persona veramente semplice, di famiglia. Mi piace stare a case, non ho bisogno di tante cose per star bene. Provo ad avere buoni rapporti con tutti, è importante nella vita e poi provo sempre a divertirmi in ogni cosa che faccio. Nel motorsport è importante, sei spesso lontano da casa, quel mondo diventa la tua famiglia, oltre a quella che hai a casa: la Ferrari lo è stata per anni. Sono un uomo semplice che vuol stare bene con tutti".
Ringraziamo Xavier Marcos per la cordialità e la disponibilità mostrata. La riproduzione parziale di questa intervista esclusiva è possibile previa citazione dell’autore (Alessio Ciancola) e della fonte formula1.it con il link al contenuto originale
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