La settantacinquesima stagione di Formula Uno è da tempo iniziata, essendo ora nel suo pieno svolgimento. Ebbene dopo le prime cinque gare disputate, sta fornendo non pochi temi di cui parlare provenienti dai verdetti, a volte sorprendenti, della pista ma anche da questioni che esulano da essa. Malgrado tutto però, il 2025 pare essere destinata, lo si voglia o no, ad avere un tema destinato a far da padrone sino all'ultima tappa del campionato, ad Abu Dhabi. Oltre al dominio McLaren e alla lotta iridata per ora limitata ai piloti papaya, molti riflettori sono puntati sull'avventura di Lewis Hamilton in Ferrari: il colpo che, lo scorso anno, ha unito pilota e team più vincenti di sempre, con l'obiettivo comune di tornare al successo, diventando ancor più leggendari insieme. Un matrimonio che, di fatto, ha avverato i sogni dei tifosi ma anche quelli dello stesso pilota inglese.
Questa nuova coppia ha, con un solo colpo, posto fine alla più vincente partnership della storia della F1 durata oltre dieci anni: quella tra Sir Lewis e la Mercedes, alimentando molte curiosità su come sarebbe proseguita la carriera del sette volte campione del mondo fuori dal team di Brackley. Una coppia che, almeno fino a questo momento, si è rivelata ben peggiore (al netto della Sprint in Cina) delle aspettative. Dopo essere arrivato in Italia con l’ambizione di aiutare il team a tornare al successo, "The Hammer" sta faticando ad adattarsi, come stile di guida, alla SF-25, pagando sistematicamente gap importanti, e talvolta preoccupanti per il suo blasone, dal compagno di squadra, Charles Leclerc. Un quadro preoccupante di cui ha parlato al The Telegraph, l’ingegnere Gary Anderson, ex di McLaren, Ensign, Jordan, Stewart e Jaguar.
"A quanto pare non è cambiato molto dagli ultimi tre anni alla Mercedes, dove non ha mai preso confidenza con le auto ad effetto suolo. Nonostante il cambio di team, sta riscontrando gli stessi problemi. Hamilton si è perso".
Un periodo no, quello del driver numero 44, figlio anche del calo vissuto dalla Ferrari che, al contrario della Mercedes, sta vivendo una fase calante. Ebbene, sulla crescita del team di Toto Wolff, l'ex tecnico ha fornito un suo particolare punto di vista, sostenendo che possa essere correlato all'addio del pilota britannico e a una diversa mentalità del team.
"Russell e Antonelli cercano di ottenere il meglio da quel che hanno, piuttosto che cercare soluzioni magiche. La macchina sembra più prevedibile e stabile e credo che questa inversione possa essere collegata al fatto che Hamilton non c'è più. Gli anni scorsi la Mercedes non poteva ignorare i feedback di Hamilton, visti i trionfi ottenuti. Dovevano trattarlo da numero uno, e probabilmente Russell è rimasto in disparte. Hamilton diceva che stava sperimentando con il setup , mentre Russell si limitava a fare il massimo con quel che aveva. Credo che la Mercedes crescerà come team e gruppo senza Lewis. Ora hanno una nuova strada di sviluppo grazie al contributo di piloti più giovani, meno esperti e di minor successo".
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Foto copertina media.ferrari.com