Il giro che ha portato Andrea Kimi Antonelli da Bologna in pole position per la Sprint Race - che andrà in scena a Miami nella serata italiana - è da stropicciarsi gli occhi. Il giovane pilota della Mercedes non ha solo battuto entrambe le McLaren e rifilato al proprio compagno di squadra tre decimi netti, ma è anche riuscito a siglare il record della pista in 1:26.482.
Antonelli aveva mostrato sin da SQ1 e SQ2 di avere il potenziale per centrare un piazzamento almeno nelle prime due file; lo ha fatto su una pista a lui completamente sconosciuta e con soli 60 minuti di prove libere alle spalle: insomma, un qualcosa di veramente eccezionale.
Mancano ancora due giorni al termine del primo fine settimana di tre in terra americana, ma comunque vada il 18enne bolognese ha tirato fuori dal cilindro un lampo di talento puro a due settimane dal primo appuntamento europeo della stagione che si terrà in quel di Imola; un vero e proprio Gran Premio di casa per Antonelli, nato e cresciuto a soli 70 chilometri dal tracciato che si affaccia sul Santerno.
Tornando però a Miami, questo è un risultato che fa davvero bene a tutti. In primis alla stessa Mercedes e a Toto Wolff che hanno sempre creduto nel talento di Kimi e - nonostante lo scetticismo di chi aveva etichettato come "troppo azzardata" la scelta di farlo esordire in sostituzione di un sette volte Campione del Mondo - hanno ora assistito al primo segnale che ripaga la fiducia riposta nei confronti del ragazzo cresciuto nella propria academy.

Proprio il manager austriaco era stato il primo ad aprirsi via radio lo scorso settembre dopo l'errore di Monza, occorso durante la prima sessione di libere. Quell'incidente alla Parabolica che sembra ormai un lontano ricordo: il risultato ottenuto ieri "gli darà sicuramente più fiducia e consapevolezza del suo potenziale", come affermato da papà Marco.
Una vera e propria boccata d'ossigeno che - per certi versi - serviva anche Peter 'Bono' Bonnington che da tanto non viveva un momento del genere, viste le difficoltà riscontrate da Lewis Hamilton nel corso delle sue ultime tre stagioni con il team di Brackley.
In attesa di vedere come andrà la "garetta", ciò che ha fatto Kimi entra già di diritto nella storia del motorsport azzurro visto che era da 16 anni che l'Italia non si trovava davanti a tutti in griglia di partenza. L'ultimo a riuscirci fu Giancarlo Fisichella nel 2009 quando, alla guida della sua Force India, sul tracciato belga di Spa-Francorchamps conquistò la prima casella.
Tuttavia, trattandosi di una qualifica valevole "solo" per la Sprint, quello ottenuto da Antonelli - purtroppo - è un risultato che ufficialmente non fa statistica. Dovesse però l'italiano ripetersi nella giornata odierna diventerebbe il più giovane poleman di sempre, battendo l'attuale record di Sebastian Vettel (21 anni, 2 mesi e 11 giorni).

Ciò che però conta davvero è il fatto che il #12 della Mercedes sia finalmente riuscito a capitalizzare, mettendo insieme un "giro eccezionale", come da lui stesso dichiarato ai media. Fino ad ora, Antonelli aveva riscontrato maggiori difficoltà sul giro secco piuttosto che sulla distanza di gara, faticando a mettere nella giusta finestra gli pneumatici più moribidi.
La gestione del giro inoltre è stata da veterano, con Kimi che non ha "spremuto" la gomma nel secondo settore, ma l'ha preservata per arrivare all'ultimo tratto nelle migliori condizioni possibili. Un ulteriore traguardo che non fa altro che certificare la crescita dell'italiano, capace sin da inizio stagione di imparare e allo stesso tempo di portare a casa punti preziosi per la squadra.
Un particolare curioso è emerso nell'immediato post-qualifica, quando Antonelli ha confermato di aver chiesto espressamente di poter effettuare alcuni Hot Laps con una vettura stradale perchè da lui ritenuto più utile rispetto alla consueta track walk.
A dare ancor più valore al risultato del nativo di Bologna è, inoltre, il fatto di non aver mai provato gli pneumatici soft durante l'unica sessione di libere. Nel box Mercedes, infatti, si è preferito dedicare più tempo al passo gara dopo le difficoltà riscontrate due settimane fa in quel di Jeddah. Le simulazioni a basso carico nel complesso sono state buone, con Russell che una volta imbarcati i circa 35 kg necessari per i 100 km della Sprint ha inanellato una serie di giri a ritmo piuttosto costante.
Foto interna pbs.twimg.com
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