Durante lo scorso GP del Messico, Max Verstappen si è reso protagonista di diversi episodi che hanno creato discussioni all’interno e fuori dal paddock di Formula 1. A nostro avviso l’attacco che meriterebbe un’analisi più approfondita dovrebbe essere quello volto ai danni di Hamilton nel corso del sesto giro, ma a Martin Brundle, ex pilota ed opinionista per ‘Sky Sport Uk’, è risultata già particolarmente indigesta l’azione fatta al via, alla prima curva, quando Verstappen ha provato ad infilare tre piloti buttandosi all’esterno per transitare nell’erba senza nemmeno provare a fare curva-1, curva-2 e curva-3.
Secondo il commentatore britannico, l’olandese ha fatto quella manovra conscio del fatto che se non gli fosse riuscita, avrebbe potuto tagliare la pista senza rischiare nulla. Questo gli ha permesso, sempre secondo Brundle, di portare un attacco scellerato, che avrebbe potuto però avere serie conseguenze sui piloti nelle retrovie. Trattandosi di una partenza, i piloti sono l’uno vicino all’altro e si affidano molto soprattutto a quello che fanno gli aprifila davanti. L’azione è da considerarsi dunque molto pericolosa e secondo l’ex pilota andava emessa una sanzione esemplare.
“Max avrebbe dovuto ricevere una penalità”, ha affermato Brundle al podcast ‘F1 Show’. “Quando si è reso conto che sarebbe andato lungo ha spinto forte sull’acceleratore e poi è stato semplicemente molto abile sull’erba. Ha ignorato però le prime tre curve ed è per questo che avrebbe dovuto ricevere una penalità. Un drive-through sarebbe stato un ottimo deterrente per tutti gli altri. È stato un comportamento sciocco, la situazione avrebbe potuto farsi molto caotica”.

L’ex pilota britannico non avrebbe risparmiato nemmeno Leclerc: “Almeno, Charles ha provato a fare curva-1. Non è andata come si attendeva e di conseguenza ha deciso di ignorare curva-2. Anche in questo caso, per me, sarebbe dovuta arrivare una penalità di 10 secondi", ha affermato secondo quanto riporta ‘Autosport.com’.
Dall’altro lato, all’interno del podcast, Jacques Villeneuve, campione del mondo 1997, ha cercato di difendere la scelta della FIA di lasciar correre: “Il fatto è che l’intenzionalità è una cosa e non la si può inserire nelle regole. Sarebbe troppo complessa da valutare. Secondo le regole, Max era davanti a Russell, per cui il regolamento dice che la penalità non sussiste”.
Ovvio però, anche secondo lui che “se si dovesse valutare l’azione, sarebbe stata da sanzionare. Quindi come si procede? Si seguono le regole, oppure si segue ciò che sappiamo essere giusto e sbagliato? Bisogna semplicemente attenersi alle regole, perché è ciò che è stato scritto. Anche se in realtà, come abbiamo potuto vedere, è stato scritto molto male. La difficoltà risiede nel fatto che se ci si concentra sulla guida sia Verstappen che Leclerc erano da penalità, se invece ci si attiene alle regole, non lo erano”, ha concluso riassumendo il canadese, criticando il regolamento più che le decisioni degli steward.
Tirando le somme possiamo aggiungere che l’episodio discusso da Brundle e Villeneuve è accaduto, tra l’altro al primo giro. Un momento molto concitato, su cui la FIA tende tendenzialmente ad avere la mano più morbida rispetto che in altre occasioni.
Foto: Red Bull Racing
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