Ferrari, Hamilton sorpreso: «Sono stato accolto da grande apertura mentale»
03/11/2025 07:30:00 Tempo di lettura: 3 minuti

Ha fatto parlare molto, durante l'ultima settimana, il servizio comparso nell’ultimo numero del Ferrari Magazine dedicato a Lewis Hamilton, intitolato ‘Lewis in rosso’.

Un lungo contenuto in cui è presente una bella e interessante intervista al sette volte campione del mondo inglese, che spazia dalle prime emozioni provate al volante della SF-25 ad altre tematiche meno legate alla pista. "Sono in una fase diversa della mia vita - le parole di Sir Lewis - ho 40 anni, mentre la prima volta che mi sono seduto al volante di una monoposto ne avevo 21. Se considero le mie origini, salire su una F1 circondato dal personale, i meccanici e tutto il resto e calarmi infine nell’abitacolo di una Ferrari a distanza di 20 anni è stato molto emozionante. A 21 anni era tutto più emozionante, tutto era in fermento. Quando sali su una Ferrari, è amore a prima vista. Si crea un legame del tutto diverso".

 

Dalle emozioni al Cavallino

Un amore a prima vista di cui ha parlato il pilota inglese, descrivendo al meglio il suo rapporto con il Cavallino Rampante, davvero speciale ed emozionante sin dai primi istanti... e sin da un primo sguardo. “Il rosso è uno dei miei colori preferiti - le parole al miele dell'ex Mercedes - Ferrari è storia e tutto ciò che rappresenta. Le auto sono capolavori. C'è la lingua, la cultura, il cibo, il modo in cui le persone mostrano entusiasmo. Benché siano entrate culture e persone di ogni estrazione, il cuore della Ferrari resta italiano. Non avrei mai pensato che un giorno avrei fatto parte di tutto ciò. Ero preoccupato, ma appena sono arrivato sono stato accolto da una grande apertura mentale. In fin dei conti siamo esseri umani. Una volta che intrecci un legame, tutto passa in secondo piano. Gli altri team sono meno… colorati. Ogni squadra ha le sue qualità, gli italiani manifestano le loro emozioni in modo più esplicito. La passione li anima".

 

Roma non fu costruita in un giorno

Hamilton, infine, ha parlato anche della pressione inevitabile che comporta essere un pilota Ferrari, sia per i nomi in gioco, sia per le altissime aspettative dei tifosi che, malgrado tutto e malgrado la realtà della pista, si aspettano di vincere sempre, ogni anno, e di uscire dalle difficoltà in tempi ristretti. Ma è bene ricordare che ogni opera necessita di tempo per essere realizzata. “Sapevo che l'unione dei nostri nomi avrebbe avuto un forte impatto. Ma quando poi è successo, sono rimasto colpito. È stato un momento bellissimo e gli aspetti positivi sono stati molti. Ma è un impegno che comporta responsabilità e il peso delle aspettative è grande. Tutti si aspettano di vincere subito, ma “Roma non fu costruita in un giorno”. Quanto tempo ci è voluto? Da controllare".

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Foto copertina www.ferrari.com


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