Brasile: tra sogni infranti ed imprese leggendarie
Il Gran Premio del Brasile ci ha regalato alcune delle pagine più spettacolari della Formula 1. Con il weekend alle porte, ricordiamo quelle che ancora oggi restano indelebili.

06/11/2025 15:10:00 Tempo di lettura: 10 minuti

Il Gran Premio del Brasile è ormai un pezzo di storia della Formula 1, presente nella categoria dal 1973, con un’interruzione solo nel 2019 e 2020. Il circuito di Interlagos, e per un periodo anche quello di Jacarepaguá, ci ha regalato storie leggendarie intrise di passione. 

1991: Senna, il trionfo in sesta marcia

Brasile: tra sogni infranti ed imprese leggendarie

L’idolo di casa è ovviamente Ayrton Senna, campione brasiliano che ha vinto due volte davanti al proprio pubblico, nelle edizioni del 1991 e 1993. Ed è proprio da qui che può partire la nostra narrazione: durante il giro 60 del Gran Premio del 1991, Senna inizia ad accusare dei problemi con il cambio, perdendo la quarta marcia. Giro dopo giro, la situazione prende una piega ancora più critica, e il pilota perde tutte le marce ad eccezione della sesta. 

Eroicamente, Senna riesce a concludere la gara in prima posizione, ma l’enorme sforzo fisico gli causa febbre e crampi muscolari. Il pilota quasi non riesce a muoversi, e durante la premiazione anche solo reggere il trofeo sembra un’impresa estrema. 

Ad ogni modo, è proprio così che l’eroe brasiliano porta a casa la sua prima vittoria in patria, accendendo i sogni di milioni di appassionati. 

2003: caos totale sotto la pioggia

Brasile: tra sogni infranti ed imprese leggendarie

Passiamo poi ad una gara caotica - per usare un eufemismo. Stiamo parlando dell’edizione del 2003: Gran Premio caratterizzato da pioggia, incidenti e safety car. È importante ricordare infatti che il Brasile è noto per il meteo estremamente variabile.

La pioggia eccessiva causa un ritardo nella partenza di 15 minuti, e i primi giri vengono svolti dietro safety car. Barrichello parte dalla pole, ma nel giro di un istante scivola di quattro posizioni. Intanto ha inizio una fase ricca di contatti ed incidenti, seguiti dall’entrata in pista di continue safety car, fino all’episodio di Webber e Alonso, che costringe la direzione gara ad esporre bandiera rossa ed interrompere la corsa. 

Webber perde il controllo della vettura, sbattendo violentemente contro le barriere, e Alonso arriva con troppa velocità nella zona dell’incidente, colpendo una ruota rimasta in pista ed impattando a sua volta contro le barriere. Lo spagnolo viene trasportato tempestivamente in ospedale. 

Al momento dell’interruzione, in testa alla gara c’è Fisichella, che ha appena concluso il giro 55. Tuttavia, per un errore della direzione gara, il primo premio viene assegnato alle posizioni del giro 53, nel quale Räikkönen era al comando. Accortasi dell’errore, la FIA ha successivamente dichiarato l’italiano vincitore. 

Con ben 10 ritiri (senza contare l’incidente di Webber e Alonso, avvenuto durante un giro non valevole ai fini del risultato) e una sfilata incessante di safety car, il GP del 2003 termina così: ancora oggi viene ricordato come uno dei più folli della storia della F1. 

2008: il sogno infranto di Massa

Brasile: tra sogni infranti ed imprese leggendarie

Il Gran Premio del Brasile 2008 è una ferita ancora aperta per i tifosi Ferrari. In quell’anno il mondiale è conteso tra Felipe Massa, portacolori del cavallino, e Lewis Hamilton. Il britannico arriva ad Interlagos con 7 punti di vantaggio dal brasiliano, perciò a Massa servirebbe una vittoria e che Hamilton chiuda al massimo in sesta posizione. 

Il brasiliano parte in pole e non commette errori, portando a termine una gara perfetta, mentre Hamilton si trova clamorosamente in sesta posizione. Massa taglia il traguardo, il team festeggia: il brasiliano ha vinto un titolo mondiale con la Ferrari.

Eppure la realtà è ben diversa: Timo Glock in quinta posizione ha gomme da asciutto e fatica moltissimo con le condizioni della pista, così Hamilton lo supera. L’inglese taglia il traguardo in quinta posizione: il titolo appartiene a lui. 

2024: Alpine e il podio da favola

Brasile: tra sogni infranti ed imprese leggendarie

Ora però torniamo al presente, o quantomeno ad un passato molto recente. Nel 2024 la gara viene spostata dalle 14 alle 12:30 (ora locale) causa meteo. Una volta in pista, l’inizio è alquanto particolare: durante il giro di formazione Lance Stroll esce di pista e resta insabbiato, perciò il giro viene abortito. 

Una volta che le monoposto tornano sulla griglia di partenza, i piloti nelle prime posizioni partono per un altro giro, senza seguire le procedure previste in questi casi. Alcuni restano fermi in griglia, altri seguono i primi classificati perplessi dalla situazione. A fine gara, i commissari decidono di sanzionare solo Norris e Russell con multa e reprimenda, ritenendoli responsabili della partenza fuori programma. 

Ad ogni modo, dopo la confusione iniziale, la gara prende il via. Russell passa Norris in partenza, mentre Verstappen inizia la rimonta dopo una qualifica deludente e una penalità. La pioggia si infittisce e la pista tradisce diversi piloti: Colapinto perde la macchina e colpisce le barriere, mentre Hulkenberg viene aiutato a ripartire dai commissari dopo un lungo. Per questo motivo gli viene data bandiera nera: squalifica immediata.

Gli incidenti continuano, coinvolgendo anche Bearman e Sainz. Intanto l’Alpine di Ocon e Gasly vola: i due francesi si trovano in seconda e terza posizione, dietro ad un eccezionale Max Verstappen, autore della rimonta fino alla vittoria. La gara termina con questo podio, tanto spettacolare quanto sorprendente. 

E quest’anno?

Dopo aver rivissuto queste pagine storiche, dobbiamo tornare al presente. Il Gran Premio del Brasile è alle porte: weekend Sprint che ci fornirà ulteriori risposte per il risultato finale di questa stagione. La lotta tra Norris, Piastri e Verstappen non è solo aperta: è spalancata.

Questo luogo e la sua storia sono davvero unici nel loro genere, e abbiamo anche altre curiosità da raccontarvi: le trovate nel video qui sotto! 

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Foto interna pbs.twimg.com

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