Promuovere Lindblad in Formula 1 è giusto perchè...
13/12/2025 08:00:00 Tempo di lettura: 3 minuti

È stata l'ultima grande scommessa di Helmut Marko prima di dire addio alla Red Bull: la promozione di Arvid Lindblad al volante della Racing Bulls per la stagione 2026. Classe 2007 e tra i principali avversari di Kimi Antonelli ai tempi dei kart, il britannico in termini di palmarès non ha tuttavia alle spalle grandissimi risultati in monoposto: "solo" un campionato vinto, la Formula Regional Oceania, al quale prese parte principalmente per accumulare punti in ottica Superlicenza.

Nonostante un ulteriore anno di Formula 2 sarebbe stato utile, contrariamente a quanto si possa pensare, il nuovo ciclo regolamentare che prenderà il via tra meno di 50 giorni rappresenta comunque una buona occasione per un esordiente che - quantomeno a conoscenza della vettura -  si troverà praticamente alla pari di tutti i suoi colleghi.

Promuovere Lindblad in Formula 1 è giusto perchè...

Verstappen 2.0?

L'ormai ex consulente della Red Bull non ha mai fatto mistero di vedere in Lindblad il nuovo Verstappen, altro pilota giunto in Formula 1 tra lo scetticismo generale e senza titoli conquistati nelle categorie propedeutiche. Anzi, paradossalmente, Arvid ha dato prova del suo talento in più occasioni rispetto all'attuale quattro volte iridato; il diciottenne britannico - infatti - nella sua prima gara assoluta in Formula 3 nel 2024 è riuscito a conquistare la vittoria della Sprint Race in Bahrain. Sempre la passata stagione ha inoltre dimostrato di saper vestire anche i panni del dominatore nel weekend di casa a Silverstone, quando è riuscito a far sue entrambe le gare.

Promuovere Lindblad in Formula 1 è giusto perchè...

Tanto è bastato ai vertici Red Bull per confermare il passaggio in Formula 2 nel 2025 dove, nella stagione appena conclusa, ha conquistato 3 successi complessivi, di cui l'ultimo proprio nella gara corta del sabato andata in scena ad Abu Dhabi all'indomani dell'annuncio della sua promozione in VCARB.

Quello di Lindblad è l'esempio perfetto di ciò che è l'approccio della squadra anglo-austriaca: i risultati non sono tutto se alla base c'è un talento cristallino. Se a ciò sommiamo anche la paura di perdere Verstappen - timore fondato qualora il team di Milton Keynes non dovesse garantire al nativo di Hasselt una vettura competitiva - ecco che il cerchio è presto chiuso.

Arvid sarà quindi chiamato a replicare quanto fatto da Isack Hadjar che, nel frattempo, dovrà affrontare la sfida più complicata, laddove tutti nel post-Ricciardo hanno fallito: affiancare Max. Le possibilità di far bene ci sono, ma non significa garanzia automatica di successo. Successo che, eventualmente, basterebbe però a dare un senso a un decennio di tentativi andati a vuoto.

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