Ferrari, la power unit con testata in acciaio è stata una scelta «obbligata»?
31/12/2025 07:30:00 Tempo di lettura: 3 minuti

La Ferrari è pronta a fare "all-in" sulla stagione 2026 che, grazie a un profondo cambiamento regolamentare, potrebbe permettere al team di tornare a essere nella partita di vertice dopo anni difficili. Per farlo, la Scuderia sta lavorando in maniera corale, con i vari reparti pronti a dialogare l'uno con l'altro per produrre una monoposto complessivamente veloce e in grado di lottare stabilmente ai vertici.

Un esempio concreto è rappresentato dalla power unit 2026 che, come noto, è stata pensata per essere innovativa e consentire agli aerodinamici di Diego Tondi di estremizzare alcuni concetti utili a ridurre il drag dell’auto, fattore cruciale in una generazione di vetture alimentate per il 50% da potenza elettrica. La 678, quindi, dovrebbe presentare masse radianti ridotte e accessori miniaturizzati.

Innovazione e prospettive

Un lavoro concepito per favorire forme aerodinamiche più efficienti, che porterà a confezionare un progetto vitale per il futuro. Un progetto su cui si lavora nel massimo riserbo, nel tentativo di recuperare quello che potrebbe essere il vantaggio che Mercedes e Red Bull avrebbero grazie a una soluzione tecnica capace di portare il rapporto di compressione dei loro motori da 16:1 (a fermo) a 18:1 in uso, fornendo un plus stimato di circa 13 CV.

Per questo motivo, a Maranello è stata deliberata, nonostante un iniziale scetticismo legato all’affidabilità, una power unit con testata in lega d’acciaio al posto di una in alluminio. Dubbi che, dopo mesi di lavoro, il gruppo guidato da Guido Di Paola, Head of F1 ICE Concept and Design, ha progressivamente superato, individuando le soluzioni necessarie a validare il progetto.

I vantaggi dell’acciaio, pur a fronte di un peso superiore rispetto all’alluminio, consentono infatti di raggiungere pressioni e temperature elevate in camera di combustione, aspetto determinante per inseguire i target prestazionali fissati.

Scelta obbligata?

Con queste decisioni coraggiose, la Scuderia potrebbe quindi sfidare l’ingegnosa PU Mercedes e ottenere valori di potenza comparabili. Al di là degli effetti tangibili, la scelta del materiale per la testata è stata influenzata anche da ragioni pratiche, legate ai tempi di sviluppo della nuova unità e a quelli che un eventuale dietrofront avrebbe richiesto per una soluzione in alluminio.

Un’ipotesi che avrebbe comportato mesi di studio, con risultati non garantiti, e che sarebbe maturata soltanto ad anno in corso. Nel Reparto Motori si è quindi preferito seguire la strada tracciata da Zimmermann e Schmidt, valutando e scartando solo sulla carta il "piano B", senza arrivare a eseguire test sul prototipo monocilindrico con testata in lega di alluminio.

La scelta di proseguire sulla via intrapresa è stata dunque dettata da motivazioni pratiche, ma anche dalla volontà di avallare il lavoro svolto nei mesi precedenti. Dopo le opportune valutazioni, questa decisione sembra aver restituito ai motoristi del Cavallino un cauto ottimismo in ottica futura, le necessarie garanzie sul fronte dell’affidabilità e la fiducia di poter raggiungere i target di potenza fissati, anche grazie alla sinergia con Shell nello sviluppo dei nuovi carburanti sintetici.

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Foto copertina x.com


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