Purtroppo la realtà è stata ben diversa, e peggiore, rispetto a quanto tutti, non più di dodici mesi fa, si erano immaginati. Nel corso della sua prima stagione in Ferrari, Lewis Hamilton ha vissuto alcuni tra i momenti più bassi e meno gratificanti della sua carriera in Formula 1. Il sette volte campione del mondo, dopo le 24 gare concluse, purtroppo non ha mai conquistato una pole position, non è mai salito sul podio (vanta al massimo un 4° posto come miglior score in gara) e ha concluso il campionato in sesta posizione nella classifica piloti, attardato di quasi 100 punti dal compagno di squadra Charles Leclerc. Insomma, per l'inglese questo 2025 che ci sta ormai per chiudere sarà una stagione completamente da dimenticare.
Per Sir Lewis, però, nel campionato appena concluso svariati fine settimana di gara hanno messo in mostra le sue difficoltà e, inevitabilmente, anche il suo disappunto e la sua grande delusione per quanto non è stato in grado di fare. Una delusione emersa varie volte, in modo limpido, nel corso delle interviste post sessione (specie post qualifica, dove è stato più volte eliminato in Q1) dove ha spesso risposto a monosillabi ai media presenti. Delle difficoltà che, a campionato appena chiuso, hanno spinto Lewis a dichiarare come nel corso dell'inverno avrebbe voluto staccare completamente la spina dal mondo esterno e dai pensieri legati alla pista, in modo da ricaricare le batterie e tornare pronto ad inizio 2026.
E dei comportamenti del pilota numero 44, in realtà diverso da quelli mostrato all'interno del team, ha recentemente parlato il team principal della Scuderia, Frederic Vasseur, difendendo il suo pilota e il suo approccio costruttivo dietro le quinte.“Se vieni eliminato in Q1, spero che il pilota sia incredibilmente arrabbiato con se stesso e con la squadra. Non so se tra i giornalisti c'è chi preferisce qualcuno che va in conferenza stampa a dire: ‘No, è tutto normale, bla bla’ e le solite sciocchezze. Rispetto pienamente l’atteggiamento dei piloti che si comportano in questo modo. La cosa più importante per me è che qualcuno lavori con la squadra. È molto meglio avere qualcuno che parli a malapena in televisione ma che torni al debriefing, parli con gli ingegneri e cerchi delle soluzioni. Questo è l’atteggiamento che ha avuto Lewis Hamilton, anche nei momenti difficili dell’ultima parte della scorsa stagione, e questo dà alla squadra dell'energia positiva”.
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