Il problema di Hamilton non è la macchina: Schumacher non ha dubbi
03/01/2026 11:00:00 Tempo di lettura: 4 minuti

Il 2025 è stata una stagione da incubo per il sette volte campione del mondo Lewis Hamilton. Subentrato in Ferrari al posto di Carlos Sainz, il 40enne era pronto a vincere il fatidico ottavo mondiale tutto in rosso. 

La scuderia di Maranello aveva però altri piani. Questa stagione si è rivelata molto difficile, sia per Hamilton, che è riuscito a conquistare un solo podio in una gara Sprint, sia per Leclerc, che convive ormai con il cavallino rampante da sette anni. 

Le parole di Schumacher 

Di recente, l’ex pilota e commentatore attuale per Sky Germania, Ralf Schumacher, ha evidenziato un problema alla base delle prestazioni di Hamilton. 

“Le aspettative erano enormi. Ho ricevuto molte critiche quando dissi che non avrebbe lottato per il mondiale e che avrebbe avuto bisogno di tempo per tenere il passo di Leclerc, ed è esattamente ciò che è successo”.

“Oggi non ci sono più i test. In passato, quelli invernali avrebbero aiutato molto. Ma dietro le quinte si sente dire che lui non ami lavorare al simulatore, e sta ancora cercando le sensazioni di guida di una volta”, ha spiegato. 

“Questo mi fa pensare che non sia solo una questione di età, ma anche mentale: non è più disposto ad aprirsi davvero”. 

“Conosco bene quella sensazione, anche se a un altro livello. Fred Vasseur spera che il prossimo anno Hamilton riesca ad adattarsi meglio al pacchetto, ma io credo che le possibilità siano ridotte. La macchina sta diventando sempre più nervosa: Leclerc riesce a gestirla, Hamilton invece ha bisogno di un posteriore stabile, ha aggiunto. 

Con i nuovi regolamenti del 2026, dovrebbe esserci più spazio per lo stile di guida dei piloti. Proprio per questo si pensa che possa essere una buona annata per il pilota britannico. 

Hamilton non è mai stato un grande sperimentatore sul setup”, ha continuato Schumacher. “Lo si sapeva già dai tempi della Formula 3. Alla Mercedes Toto Wolff diceva sempre: ‘I piloti guidano, il team pensa al setup’. Non è qualcosa che si cambia dall’oggi al domani. È un suo punto debole. Trovo interessante la sua affermazione secondo cui solo chi non ha mai avuto il suo successo lo critica. In fondo ha ragione, ma un po’ di autocritica in più non gli farebbe male”. 

Direi che in questo 2025 l’autocritica non è mancata, con il pilota che spesso non ha aperto bocca nelle interviste post gara, o ha addirittura suggerito alla scuderia di trovarsi un altro pilota.

Ad ogni modo, se davvero si ostina a non usare il simulatore e cercare le sole vecchie sensazioni alla guida, non c’è dubbio che rimarrà drasticamente indietro rispetto a tutti gli altri. Basti guardare le prestazioni di Verstappen e la quantità di ore che l’olandese passa davanti agli schermi. 

Speriamo che questa pausa invernale porti consiglio al pilota Ferrari, e che il 2026 possa davvero rappresentare un nuovo inizio. 

Foto copertina ferrari-view.thron.com

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