La stagione 2026 promette di essere un punto di svolta per la Formula 1. Non solo per il nuovo regolamento tecnico destinato a riscrivere l’equilibrio competitivo, ma per un evento che mancava da un decennio: l’arrivo di un undicesimo team. Con Cadillac, la F1 si prepara a cambiare volto dentro e fuori dalla pista.

L’ingresso di Cadillac non è stato accolto con entusiasmo dai dieci team attuali, preoccupati di dover dividere montepremi e diritti commerciali in una fetta più ampia. Per questo la FOM ha introdotto una tassa anti-diluizione da 450 milioni di dollari, una cifra record che garantirà a ogni squadra circa 33 milioni di sterline come compensazione.
Con 22 vetture in griglia, il Mondiale tornerà a numeri che non si vedevano dal 2016. Più auto significa più traffico, più variabili in qualifica e una lotta ai punti ancora più feroce, soprattutto per le squadre di fondo classifica. La Q1 cambierà leggermente: saranno eliminati sei piloti invece di cinque, con il 16° posto come ultimo slot utile per accedere alla Q2. Allo stesso modo anche in Q2 ci saranno 6 eliminazioni.
L’arrivo di un undicesimo garage renderà la pit lane più affollata e il paddock ancora più compresso, soprattutto nei circuiti più stretti. Tuttavia, l’esperienza recente con il team cinematografico APX GP dimostra che la convivenza è possibile, anche in spazi ridotti.
La redistribuzione del montepremi è uno dei nodi più delicati. Con 11 squadre, la quota individuale inevitabilmente si ridurrà, anche se la tassa anti-diluizione serve proprio a mitigare questo effetto. Rispetto al passato, però, il sistema attuale favorisce maggiormente le squadre meno competitive, rendendo la F1 più equilibrata rispetto all’era pre-Liberty Media.
Sul fronte tecnico, Cadillac dovrà rispettare fin da subito il budget cap e inserirsi nel sistema delle restrizioni sui test aerodinamici (ATR). Nonostante l’arrivo di un nuovo team, la scala ATR non cambierà: chi chiuderà ultimo avrà il 115% del tempo di sviluppo rispetto al livello base, lo stesso vantaggio concesso oggi alla decima classificata. Un meccanismo pensato per evitare che il successo generi ulteriore successo e per permettere ai nuovi arrivati di recuperare terreno più rapidamente.
L’ingresso di Cadillac nel 2026 non è solo un’aggiunta numerica: è un test per la capacità della Formula 1 moderna di crescere senza perdere equilibrio, sostenibilità e qualità dello spettacolo. Più auto, più concorrenza, più complessità gestionale: il Mondiale che verrà sarà diverso da tutto ciò che abbiamo visto nell’ultimo decennio. E proprio per questo, potenzialmente più affascinante.
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