Dopo aver vissuto una carriera sfavillante e ricca di successi, per Lewis Hamilton le ultime due stagioni, vissute in Mercedes e in Ferrari rispettivamente, sono state le peggiori della storia personale del sette volte campione del mondo. “The Hammer”, infatti, ha portato a casa solamente il 7° posto in classifica piloti nel 2024 (ottenendo però due vittorie), per arrivare poi a toccare il punto più basso della sua carriera al termine del 2025 in Ferrari: un anno in cui Sir Lewis non ha mai colto una pole position né un podio, divenendo il pilota del Cavallino con il maggior numero di GP consecutivi chiusi senza piazzamenti in top 3.
Una difficoltà evidente e a tratti difficile da accettare, dovuta sia al feeling mai sbocciato con la sciagurata SF-25 (che ha colto zero successi), sia a quello ancora da affinare con il team, specie dopo anni trascorsi in squadre britanniche e in Mercedes, con collaboratori fidati e collaudati.
Hamilton, di fatto, è stato chiamato a fare i conti con un drastico cambio tecnico e culturale, che ha avuto un impatto negativo sulla sua annata. Un flop che, per molti, ha ricordato quanto accaduto ad altri campioni del mondo sbarcati a Maranello, come Alain Prost, Sebastian Vettel e Fernando Alonso.
Secondo questa lettura, Hamilton starebbe vivendo difficoltà simili a quelle incontrate da altri piloti passati in Ferrari dopo aver vinto altrove (con l’unica eccezione rappresentata da Michael Schumacher), forse dopo aver sottovalutato alcuni aspetti culturali legati al mondo del Cavallino. Elementi che, a posteriori, sarebbero decisivi per comprendere la terribile annata 2025 vissuta da Lewis e sui quali, nel suo blog “Profondo Rosso”, si è soffermato anche Leo Turrini, non risparmiando riflessioni sul futuro.
“Lewis Hamilton taglia il traguardo dei 41 anni. [...] Il compleanno più difficile della sua leggendaria carriera. Il 2025 è stato l’annus horribilis. [...] Il passaggio da eccitazione a depressione è stato brusco, brutale, desolante. [...] La SF25 era una schifezza conclamata. Ma non c’è dubbio che il sette volte iridato quasi mai sia stato all’altezza di Leclerc. [...] I mugugni si sono dilatati nella Scuderia. Le perplessità moltiplicate. I dubbi esplosi. [...] Hamilton ha ancora voglia? [...] La risposta sta dentro Lewis Hamilton e il timore è che sia sbagliata. [...] Tifo per il quarantunenne. Anzitutto perché sono ferrarista. Poi perché rispetto sempre e comunque chi ha offerto testimonianze di grandezza. E perché sparare sulla (Croce) Rossa è un esercizio da codardi”.
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