Così nascono le F1 2026: Barcellona e Sakhir al centro dei test
09/01/2026 19:30:00 Tempo di lettura: 4 minuti

La stagione 2026 è già dietro l’angolo e la Formula 1 si prepara a una delle rivoluzioni tecniche più profonde della sua storia. Con vetture completamente riprogettate e regolamenti inediti, Barcellona e Sakhir tornano al centro della scena come banchi di prova imprescindibili per capire davvero che volto avrà la nuova era della F1.

Perché sono stati scelti questi circuiti per i test della nuova era della F1?

Così nascono le F1 2026: Barcellona e Sakhir al centro dei test

Sebbene l’anno sia appena iniziato, la stagione 2026 incombe con una rapidità insolita: le nuove norme hanno accorciato la pausa invernale e la FIA, consapevole della portata dei cambiamenti, ha scelto di concedere ai team tre sessioni di test separate, abbandonando il formato unico di tre giorni che aveva caratterizzato l’ultimo decennio.

Il primo appuntamento sarà a Barcellona, che torna a ospitare i test pre-stagionali per la prima volta dal 2022, quando l’introduzione delle vetture a effetto suolo aveva richiesto un programma di prove più esteso. In passato, anche Jerez è stata una tappa fissa — soprattutto nel 2014, anno d’esordio dell’era ibrida — ma negli ultimi anni Barcellona e Sakhir hanno assunto un ruolo dominante.

Non per tradizione, ma per caratteristiche tecniche.

Barcellona è considerata da sempre un benchmark universale: un solo giro racchiude curve lente, medie e veloci, permettendo ai team di valutare simultaneamente aerodinamica, trazione, bilanciamento e comportamento meccanico. Curve come la celebre Curva 3, lunga e ad alto carico, sono fondamentali per verificare la stabilità aerodinamica e confrontare i dati con CFD e galleria del vento. Le sezioni più lente, invece, mettono in luce trazione e reattività.

Se una vettura va forte a Barcellona, la convinzione comune è che possa essere competitiva ovunque — un principio ancora più valido quando la chicane del settore finale faceva parte del layout originale.

Sakhir, il laboratorio ideale per trazione, potenza e degrado

Il Bahrain completa perfettamente il quadro. Il circuito di Sakhir enfatizza trazione, frenate e ripartenze, offrendo un ambiente ideale per analizzare il comportamento del retrotreno e la gestione della potenza in uscita di curva. È qui che emergono eventuali debolezze nella stabilità posteriore e nella risposta del propulsore.

Dal punto di vista degli pneumatici, i due tracciati offrono sfide complementari:

- Barcellona stressa soprattutto l’usura laterale, con curve lunghe che mettono alla prova la capacità della vettura di gestire l’energia durante gli stint.

- Sakhir è invece un test severo per il degrado termico, con temperature elevate, frenate ripetute e trazione continua.

Anche il fattore climatico gioca un ruolo chiave.

Barcellona alterna mattine fredde e pomeriggi più caldi, condizioni ideali per esplorare le finestre operative degli pneumatici.

Il Bahrain, al contrario, offre temperature più stabili e generalmente elevate, perfette per test di raffreddamento, valutazioni delle power unit e prove di affidabilità su lunghe distanze.

Barcellona e Sakhir non sono semplici tappe del calendario: sono due laboratori complementari che permettono ai team di affrontare ogni aspetto della nuova generazione di monoposto. Dall’aerodinamica alla trazione, dal degrado degli pneumatici alla gestione termica, i test del 2026 saranno decisivi per capire chi ha interpretato meglio il nuovo regolamento e chi sarà costretto a inseguire. La nuova era della Formula 1 inizia qui, tra i cordoli di due circuiti che, ancora una volta, detteranno il ritmo della stagione.

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Foto copertina x.com


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