Le prime immagini delle monoposto 2026 stanno già delineando una nuova tendenza tecnica: il ritorno del pushrod, soprattutto all’anteriore. Dai rendering Haas – che riflettono le scelte Ferrari – fino ai concept Red Bull e Audi, il dibattito sulle sospensioni torna centrale in vista della rivoluzione regolamentare.

Le configurazioni osservate finora mostrano una Haas dotata di pushrod sia all’anteriore che al posteriore, soluzione ereditata dal layout Ferrari. Una tendenza che sembra condivisa anche da Audi, Red Bull e Racing Bulls, almeno sulla base dei rendering diffusi. Cadillac, invece, mantiene un approccio misto: pullrod all’anteriore e pushrod al posteriore, come nella fase finale del precedente ciclo regolamentare.
Da qui nasce la domanda: perché il pushrod potrebbe tornare dominante nel 2026?
Il testo tecnico lo spiega chiaramente:
«Il pushrod o pullrod è l’elemento della sospensione che collega il gruppo ruota esterno al sistema di sospensione interno… Si chiama pushrod perché, quando la ruota reagisce a un urto, è un movimento di spinta… Con il pullrod è il contrario: è montato in basso sul telaio ma in alto sul gruppo ruota, con un movimento di trazione».
Il montaggio di un sistema pullrod anteriore è più complesso, perché tutti i componenti sono collocati in basso nel telaio. Il pushrod, invece, è più accessibile e semplice da regolare. Tuttavia, l’autore del testo sottolinea:
«Il sistema pullrod comporta un baricentro più basso dell’intero sistema. Un baricentro più basso non è mai una cosa negativa…».
Il vero problema del pullrod, soprattutto al posteriore, è il packaging:
«In basso ci sono il volano, la frizione e il gruppo del cambio… In alto, non c’è altro che molto spazio libero per il layout».
Dal punto di vista dinamico, la distribuzione dei pesi gioca un ruolo chiave:
«Le parti più pesanti nella parte anteriore dell’auto sono il telaio e il pilota… Nella parte posteriore, il baricentro del motore e del cambio è già piuttosto basso, quindi alzarlo leggermente non è una cattiva idea».
Sul fronte aerodinamico, il verdetto resta aperto:
«Con l’aerodinamica attiva prevista per il 2026… sarà più difficile utilizzare gli elementi della sospensione anteriore per controllare la scia… quindi una riduzione dell’ostacolo con un pullrod dovrebbe essere un vantaggio».
Al posteriore, invece, il pushrod offre maggiore libertà progettuale:
«Il sistema pushrod offre più possibilità di ottimizzare il bordo posteriore del fondo e l’inizio del diffusore… mantenere aperte le opzioni non è una cattiva idea».
Alla luce delle nuove normative, la scelta ideale sembra un compromesso:
«Opterei per un avantreno a tiranti e un retrotreno a spintori… le piccole cose si sommano molto rapidamente».
Il 2026 si preannuncia dunque come un anno di sperimentazione, in cui ogni dettaglio – anche il più piccolo – potrebbe fare la differenza in un regolamento che promette di riscrivere l’equilibrio tecnico della Formula 1.
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