Il debutto sottovoce della SF-26
La nuova Ferrari si presenta senza clamore: pochi chilometri e atmosfera prudente. Dopo le illusioni del 2025, la SF-26 sceglie il profilo basso

23/01/2026 17:30:00 Tempo di lettura: 3 minuti

Il ponte che affaccia sul circuito di Fiorano è pieno ma silenzioso. I primi giri della SF-26 sono immersi in un'atmosfera diversa rispetto a quella dello scorso anno.

I cori ci sono, ma sono più sommessi. La baldoria è contenuta, i fumogeni sporadici. La folla non manca, la passione si sente. Ma il clima è cambiato. È più composto, più prudente. Forse figlio di una scottatura ancora fresca, di promesse che nell'inverno 2025 avevano acceso l'entusiasmo e che poi si sono spente troppo in fretta.

Ad essere più silenziosa è anche la stessa SF-26 che scivola fuori dal garage con un sound inevitabilmente diverso, figlio di un nuovo regolamento che ha riscritto il linguaggio stesso della Formula 1.

Un rumore che non invade la pianura, ma che obbliga ad ascoltare con attenzione. È il suono di una nuova era, a cui tutti, tifosi ma anche Ferrari, dovranno abituarsi.

Sul ponte si osserva più di quanto si celebri. Gli sguardi seguono ogni passaggio, ogni accelerazione, ogni dettaglio. Non c’è l’euforia incontrollata dello scorso anno, quella festa che Fiorano solitamente regala.

A Fiorano il debutto sottovoce della SF-26

Si vive un’attesa composta, sempre colorata da cappellini, giacche, parrucche rosse e striscioni, ma quest’anno è come se tutti fossero più cauti. Come se non bastasse più presentarsi per convincere: ora servono risposte in pista, risultati concreti. E meno chiacchiere.

E forse non è un caso che la SF-26, in questo primo giorno, si sia mostrata solo per pochi chilometri. Quindici, appena. Il minimo indispensabile, quasi a voler rispettare un copione fatto di discrezione e controllo. Nessuna passerella prolungata, nessuna ricerca di applausi facili. Solo il necessario per rompere il ghiaccio e tornare al riparo del garage.

È tutto rapido, quasi sfuggente. La SF-26 passa, poi sparisce. Come se non volesse ancora farsi leggere, come se chiedesse tempo.

Qualcuno sul ponte resta con un senso di incompiuto, qualcuno si aspettava di più da questa prima mattinata. Ma forse è proprio qui che sta la differenza. Quest’anno la Ferrari sembra aver imparato la lezione: niente proclami, nessuna fiducia chiesta sulla parola, nessuna promessa di campionati.

La SF-26 si è mostrata appena. Il resto non è stato rimandato a quando la sfida sarà davvero iniziata. Perché oggi non basta più farsi vedere: serve dimostrare. E come sempre, l’unico giudice credibile sarà la pista. Più avanti.

Foto copertina x.com

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