Ferrari, la SF-26 è solida. Ma preoccupa la gestione dell'energia
06/02/2026 07:30:00 Tempo di lettura: 3 minuti

Con la chiusura dello shakedown delle nuove vetture 2026, a Barcellona, sono emersi i primi dati su cui team e addetti ai lavori hanno iniziato a costruire le prime analisi sui valori in campo della nuova stagione di F1. Dati ancora non indicativi, certo, visto che i team stanno esplorando le nuove auto nate da un foglio bianco, con novità aerodinamiche e di motore, non andando alla ricerca della prestazione ma solo dell’affidabilità.

Su questo fronte, il team che meglio ha figurato al Montmelò è stata la Mercedes, che ha chiuso ben 500 giri senza problemi, confermando la bontà complessiva del progetto W17. Segnali positivi sono arrivati anche dalla Ferrari, che ha coperto oltre 2700 km e ottenuto conferme sull’affidabilità del nuovo motore, ricavandone dati utili: un risultato positivo per la Scuderia, consapevole di poter contare su un progetto affidabile.

Ferrari, promossa ma...

Prima di arrivare a conclusioni affrettate, però, va precisato come la vera solidità della power unit del Cavallino, così come di tutte le altre, potrà essere valutata solo dopo i test in Bahrain. È lì che i motori, come anticipato è probabile che la Rossa utilizzi la stessa PU di Barcellona, potranno palesare eventuali noie tecniche a causa degli alti chilometraggi raggiunti.

Il Bahrain sarà quindi cruciale per avere responsi più veritieri, ma anche idee più chiare sulle gerarchie tra i team, visto che in molti inizieranno a lavorare sui set-up delle auto e a cercare la prestazione, senza forzature. Per arrivare pronta, la Ferrari si è dedicata a un profondo lavoro di analisi dei dati raccolti a Barcellona, utile a individuare le aree su cui concentrare l’attenzione a Sakhir.

In questa direzione, nei giorni scorsi la SF-26 è partita verso il Bahrain, dove verrà assemblata dai meccanici del team per disputare la prima sessione di test ufficiali.

Niente allarmi, ma occhio a...

Per cercare conferme ai buoni primi passi del progetto, Hamilton e Leclerc hanno svolto sessioni al simulatore, utili a deliberare il set-up della SF-26 per Sakhir e a proseguire lo sviluppo dell’auto. Ed è proprio in questa ottica che, stando a rumor appresi da fonti vicine al Cavallino, i motoristi della Rossa starebbero lavorando sulla gestione dell’energia elettrica dello 067/6, “impensieriti” da alcuni dati emersi in una specifica “modalità” utilizzata a Barcellona.

Nessun allarmismo, va detto, visto che le difficoltà legate al management dell’energia sono state da tempo annunciate, ma piuttosto un fattore su cui intervenire per minimizzare quello che, a tutti gli effetti, sembra destinato a essere il tallone d’Achille delle auto 2026.

A Maranello si lavora quindi per sistemare ciò che ha convinto meno in Spagna e proseguire positivamente il cammino che porterà alla prima gara della stagione, con la speranza di non rivivere il brusco risveglio che Sakhir portò dodici mesi fa.

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Foto copertina x.com


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