Tra una nuova vettura tutta da decifrare e un gruppo di lavoro che cambia solo in superficie, Liam Lawson affronta i test con lucidità e un entusiasmo misurato: l’obiettivo è ritrovare la costanza dell’ultima parte di stagione e domare una macchina che promette tanto, ma chiede ancora di essere compresa.

Durante i test, Lawson ha raccontato come l’off-season sia stata fondamentale per ricaricare le energie dopo un 2025 “abbastanza frenetico”:
«È stato bello avere l'off season, avere un po' di tempo per riposare, per staccare e poi poter tornare a fare i test con la nuova macchina. La seconda parte dell'anno è stata però molto positiva per noi, per cui l'approccio è cercare di ritrovare quella costanza anche quest'anno nuovo. Con la nuova macchina ho avuto tanto da imparare, ma sono entusiasta di tornare a lavorare.»
Il lavoro, però, non riguarda solo la vettura: anche la struttura tecnica attorno a lui ha subito un leggero riassetto.
«Sì, leggermente, però siamo sempre all'interno dello stesso team. Il mio ingegnere di performance l'anno scorso è ora ingegnere di gara, e chi era ingegnere l'anno scorso è comunque sempre coinvolto nel team, per cui non c'è tanto cambiamento, nulla di particolarmente strano: ci sentiamo molto bene.»
Con una monoposto profondamente diversa e un regolamento che mette alla prova i nuovi motori, Lawson sa che la chiave sarà la solidità tecnica:
«La cosa principale quest'anno sarà l’affidabilità, perché con i nuovi motori sembra piuttosto difficile e quello sarà il primo aspetto. La priorità è venirne a capo, poi vedremo il resto.»
Nonostante qualche intoppo fisiologico nei primi giri, il bilancio resta incoraggiante:
«Chiaramente abbiamo avuto qualche piccolo problema qua e là, ne abbiamo avuto uno stamattina, però sono tutte cose che stiamo imparando a gestire molto rapidamente. A livello di performance sembra forte, però credo che anche altri saranno molto competitivi.»
E sul rapporto con il nuovo ingegnere di pista, Lawson non ha dubbi:
«È molto importante, è vero, però sono tutti professionisti con cui ho lavorato negli ultimi anni, quindi non c'è nulla di troppo nuovo. Cerchiamo di venire a capo di questa nuova macchina, di estrarre ogni centesimo di prestazione. È molto difficile: dobbiamo imparare e adattarci a una vettura che è molto diversa.»
Le parole di Lawson restituiscono l’immagine di un pilota consapevole: niente proclami, nessuna corsa alle conclusioni, ma la volontà di costruire passo dopo passo. La nuova vettura è un territorio inesplorato, l’affidabilità sarà la prima vera sfida e il lavoro con un gruppo tecnico rinnovato ma familiare rappresenta un punto fermo. I segnali iniziali sono incoraggianti, ma Lawson resta lucido: la stagione si giocherà sulla capacità di capire, adattarsi e ritrovare quella costanza che aveva acceso la seconda metà del 2025.
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