Pirelli testa le gomme da bagnato nel deserto: la scelta che spiazza la F1
17/02/2026 17:00:00 Tempo di lettura: 4 minuti

Pirelli sorprende il paddock con una scelta fuori dagli schemi: per sviluppare gli pneumatici da bagnato F1 2026 ha deciso di trasformare il Bahrain, uno dei luoghi più aridi del calendario, in un laboratorio artificiale di pioggia. Una mossa audace che rivela quanto sia urgente migliorare una gomma sempre più criticata dai piloti.

Una scelta insolita che nasconde una logica precisa

Pirelli testa le gomme da bagnato nel deserto: la scelta che spiazza la F1

Pirelli ha deciso di condurre per la prima volta un test sugli pneumatici da bagnato in Bahrain alla fine di febbraio, una scelta che ha subito sollevato perplessità: il Paese è uno dei più caldi e secchi visitati dalla Formula 1.

Eppure, dietro questa decisione c’è una logica chiara. L’azienda ha valutato come ottenere le condizioni migliori per migliorare le gomme da bagnato, spesso criticate dai piloti negli ultimi anni. Circuiti come Fiorano, Paul Ricard o Magny-Cours avrebbero il vantaggio di poter bagnare artificialmente la pista, ma non offrono il livello di degrado che Pirelli sta cercando.

Il Bahrain International Circuit, pur privo di un sistema di irrigazione, è noto per la sua superficie abrasiva, ideale per mettere sotto stress gli pneumatici.

Mario Isola, responsabile motorsport Pirelli, ha spiegato durante i test pre-stagionali:

«Stiamo cercando di organizzare un test sul bagnato qui in Bahrain. Sono molto fiducioso perché la pista ha un’idea su come bagnare l’intero circuito, non con i serbatoi ma con un altro sistema. Se lo faranno correttamente, avremo l’opportunità di testare su un circuito molto impegnativo in condizioni di bagnato.»

Un’opportunità rara per migliorare un punto debole della F1

Isola ha sottolineato quanto sia raro poter testare gomme da bagnato in condizioni così impegnative:

«È una cosa che non capita molto spesso. Visto che abbiamo questa opportunità, vogliamo sfruttarla al meglio. La gente del Bahrain è sempre molto disponibile quando facciamo richieste un po’ strane. Li ho chiamati e ho detto: “Che ne dite se facciamo un test sul bagnato in Bahrain?”. “Sì, certo che potete. Ci pensiamo”.»

La sfida principale sarà garantire un livello d’acqua costante sulla pista:

«Abbiamo bisogno di costanza nel livello dell’acqua, perché il rischio è che l’incostanza sia più importante della differenza tra i prototipi.»

Il pneumatico da bagnato della F1 è da anni al centro delle critiche: viene usato raramente e solo in condizioni estreme, spesso tali da portare alla sospensione della gara. Pirelli vuole renderlo più efficace e più utilizzabile.

Isola spiega l’obiettivo:

«Quello che abbiamo cercato di fare è ridurre il tempo di transizione tra le gomme da bagnato e quelle intermedie, in modo da rendere più utilizzabili le prime. Se si prevede che la pista si asciughi, si montano le intermedie per ridurre al minimo i pit stop.»

Il test in Bahrain rappresenta un passo importante per affrontare uno dei punti più deboli dell’attuale gamma Pirelli. Una scelta insolita, ma che potrebbe offrire dati preziosi per rendere gli pneumatici da bagnato finalmente all’altezza delle esigenze della Formula 1 moderna. In un’epoca in cui ogni dettaglio conta, anche un circuito desertico può diventare il luogo ideale per migliorare sicurezza e spettacolo in pista.

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