La stagione 2025 era terminata con la convinzione che, per diversi piloti, l'avvio del mondiale 2026 sarebbe stato cruciale per definire il proprio futuro. Con l'avvento del nuovo regolamento tecnico, con novità a livello aerodinamico e anche motoristico, molti dei 22 piloti hanno deciso di usare le prime gare del nuovo anno per capire se restare nei rispettivi team (in caso di scelte azzeccate, anche in prospettiva) o lasciare e cambiare aria a partire dal 2027 (in caso di scelte tecniche errate, potenzialmente capaci di compromettere un intero ciclo tecnico e precludere chance di gloria). E un chiaro esempio di tutto ciò è quello di Charles Leclerc, pilota per cui i primi scampoli di 2026 sarebbero stati cruciali per definire la sua permanenza o meno in Ferrari: continuare a credere nel sogno rosso o cedere alle chiamate altrui in caso di nuovo fallimento made in Maranello?
Sotto questo punto di vista, quindi, è molto interessante un’intervista rilasciata dal manager di Charles Leclerc, Nicholas Todt, a Canal+. Il figlio dell’ex team principal della Ferrari, nonché presidente della FIA, Jean Todt non ha toccato in modo diretto il tema del mercato-piloti ma ha espresso la sua opinione su quello che è stato l’andamento dei test finora, lasciando ad altri libera interpretazione delle sue parole. Il francese, nel suo intervento, ha messo in mostra un cauto ottimismo, tenendo però i piedi a terra (reduce dalle deludenti esperienze degli anni passat) nel parlare delle prestazioni mostrate finora dalla SF-26: una vettura che, per ora, sembra in grado di poter fare bene e innovare. Ma, di fatto, solo la prima gara della stagione a Melbourne potrà confermare o smentire queste sensazioni.
“I test stanno andando abbastanza bene. È difficile farsi un’idea perché non sappiamo come stanno andando gli altri. Stiamo guidando molto, è incoraggiante. Charles ha un atteggiamento positivo, è contento di tornare al volante e non vede l’ora di essere a Melbourne, pur non sapendo dove ci collochiamo rispetto agli altri. Lo stato d’animo del team? Sono ottimisti, positivi, le persone lavorano bene insieme. Ho l’impressione che quest’anno la Ferrari abbia provato molte cose, abbia cercato di innovare. Ma ciò non significa nulla: vediamo che Aston Martin è in difficoltà nonostante la vettura rivoluzionaria. Siamo fiduciosi e contenti di essere qui”.
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