È toccato a Charles Leclerc riportare in pista la Ferrari SF-26 nel day-1 della seconda sessione dei test invernali che la F1 sta disputando, in Bahrain, prima di partire per Melbourne per disputare il primo GP della stagione 2026. Un "nuovo" debutto al cui termine il pilota monegasco ha ceduto la vettura a Lewis Hamilton che, al termine della manche pomeridiana, ha ottenuto il settimo tempo di giornata, con 47 giri complessivi all’attivo. Il britannico, purtroppo, è stato rallentato da un piccolo problema tecnico che gli ha fatto perdere del tempo, senza però intaccare il buon umore che il sette volte campione del mondo inglese sembra aver consolidato in questi giorni, apparentemente soddisfatto nelle dichiarazioni di fine giornata così come in quelle rilasciate nel corso della pausa pranzo durante la conferenza stampa organizzata dalla FIA.
Al termine della giornata di lavoro, come detto, Sir Lewis ha minimizzato i problemi avuti, elogiando il team per il lavoro fatto. Non solo, poiché ha visto il bicchiere mezzo pieno grazie al bel feeling avuto con la vettura e ai progressi che la SF-26 sembra mostrare con una certa costanza. “È stata una giornata solida – ha detto il pilota inglese – in cui siamo riusciti a completare un buon numero di giri, il che è positivo. Abbiamo avuto piccoli problemi nel corso della mia sessione, ma il team ha fatto un ottimo lavoro per permettermi di tornare in pista e completare dei long run. Abbiamo fatto progressi rispetto alla scorsa settimana e continuo a migliorare la mia comprensione dell'auto. Stiamo lavorando per affinare il bilanciamento, ma stiamo andando nella giusta direzione“.
Oltre alla soddisfazione per il bottino di giornata, "The Hammer" ha anche speso parole di positività verso il momento del Cavallino e verso le sensazioni ricavate dalla Rossa, che a differenza dello scorso anno gli ha subito dato ottime sensazioni, probabilmente a causa di uno sviluppo a cui ha partecipato in prima persona per diversi mesi. “Le prestazioni dell’auto finora mi entusiasmano. Lavorare con auto nuove è un’esperienza diversa; stiamo cercando di risolvere tutto da zero e in tempo reale. Mi sono ambientato meglio, capisco molti aspetti del lavoro. Alla fine dell’anno scorso l’empatia e la fame nel team mi sembravano positive. Forse non sono mai stato così ottimista nei test. L’anno scorso ho gareggiato con un’auto con fondamenta ereditate da altri. Ma la macchina del 2026 è un modello che ho sviluppato personalmente negli ultimi 8-10 mesi. Ha letteralmente il mio DNA, mi ci sento molto più legato“.
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