Jeremy Clarkson avverte la F1 sulle regole 2026: «Non crollare per sopravvivere»
27/02/2026 07:30:00 Tempo di lettura: 3 minuti

È cosa ben nota quanto Jeremy Clarkson, ex conduttore del famoso programma televisivo Top Gear, poi di Grand Tour, e ora star di Clarkson's Farm, sia appassionato di motori e di Formula Uno. Proprio per questo, lo showman inglese ha espresso il suo parere sul nuovo regolamento tecnico che sta per debuttare nel campionato del mondo 2026 del Circus iridato. Come noto, infatti, la massima serie automobilistica porterà al debutto una nuova generazione di monoposto, più piccole e leggere del passato e con profonde novità sia a livello aerodinamico che motoristico: aspetto, quest'ultimo, che porterà team e piloti a porre una maggiore enfasi sulla gestione dell'energia, dal momento che le nuove power unit hanno una ripartizione della potenza quasi al 50-50 tra unità a combustione interna e propulsori elettrici.

Opinioni contrastanti

Come sempre accade alla vigilia di un cambiamento, le nuove regole hanno diviso l'opinione dei tifosi, addetti ai lavori e dei piloti. Tra i driver, Lewis Hamilton ha speso parole dure verso le nuove regole, bollandole come 'ridicolmente complesse', dicendosi preoccupato del fatto che i tifosi potranno essere confusi dalle molte complesse variabili entrate in gioco. Sulla stessa lunghezza d'onda si è posto Max Verstappen, che ha descritto le nuova F1 come 'Formula E sotto steroidi'. Oltre ai piloti, anche diversi addetti ai lavori hanno speso parole sulla nuova era che sta per iniziare nel Circus iridato. E, come detto in apertura, in questi giorni anche Jeremy Clarkson ha espresso la sua opinione. E lo ha fatto nella sua rubrica per The Sun, non attaccando in modo diretto le nuove regole ma limitandosi ad elencare i grossi problemi emersi nelle prime uscite delle nuove auto.

Parla Clarkson

"Le modifiche al regolamento hanno reso le monoposto completamente nuove. Sulla carta, sembra insidioso ed emozionante, ma dopo i test in Bahrain, è chiaro che ci sono problemi. Su piste come Monza e Cina, le monoposto esauriranno l'energia elettrica prima di fine rettilineo, rallentando improvvisamente e drasticamente. Questo sarà un problema per chi segue. Al via devono essere a pieno regime per dieci secondi affinché il turbo si attivi, altrimenti la monoposto si spegnerà a inizio gara. Poi c'è la disparità di prestazioni. Alcuni sostengono che Aston Martin sia quattro secondi al giro più lenta di Mercedes. E a questo si aggiunge l'affidabilità. È risaputo che con tante parti nuovi e mai testate, è inevitabile che si verifichino guasti. Non sarà "Drive To Survive". Sarà "Don't Break Down To Survive".

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Foto copertina x.com


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