Il Mondiale 2026 non è ancora iniziato e Aston Martin non vede già l'ora che finisca. Nonostante tutti i proclami, anche grazie all'arrivo di Newey, la power unit Honda, scelta per spingere la AMR26, si è rivelata inadeguata rispetto alle aspettative. La squadra di Silverstone adesso si trova costretta ad inseguire e nei prossimi giorni darà una mano ai tecnici giapponesi per cercare di risolvere i problemi del 6 cilindri che portano al cedimento della batteria.
Mentre gli altri team hanno lavorato duramente e a lungo durante i test del Bahrain, perfezionando sempre di più le loro monoposto, l'Aston Martin ha riscontrato solo problemi, tant'è che anche il weekend di Melbourne sarà utilizzato da Stroll e Alonso come una sessione di test. Secondo quanto riportato da Motorsport Italia infatti l'obiettivo della scuderia sarebbe già stato quasi del tutto spostato sul 2027. Le rotture nei test hanno messo in crisi l’approvvigionamento dei ricambi e per un attimo è stata anche valutata l’idea di saltare l’Australia invocando una causa di forza maggiore.
Per la F1 sarebbe stato un disastro iniziare il ciclo di queste nuove monoposto senza una squadra sulla griglia di partenza, senza contare le penali che l’Aston Martin avrebbe dovuto pagare per la rottura del Patto della Concordia che regola gli accordi commerciali delle squadre con il promotore.
Proprio per evitare di pagare una multa salatissima, il team di Silverstone avrebbe programmato di scendere comunque in pista a Melbourne, completare il numero minimo di giri, e poi ritirare entrambe le vetture. Nel frattempo, sempre stando a quanto riportato dai colleghi italiani, sarebbe stata indetta l'unità di crisi così da aiutare la Honda in questo momento buio. Anche Andy Cowell, ex CEO e team principal, è stato mandato in Giappone per offrire il suo supporto e provare a risollevare una situazione che sembra non avere via d'uscita.
Leggi anche: Il conflitto in Medio Oriente non ferma la F1: «Nessun impatto sul GP di Melbourne»
Leggi anche: Guerra in Medio Oriente, interviene Ben Sulayem: il comunicato della FIA