Questa domenica la Formula 1 tornerà finalmente in pista. Dopo la lunga pausa invernale, i 22 piloti più veloci al mondo sono pronti a riaccendere i motori e a darsi battaglia per il primo appuntamento di una stagione che si preannuncia combattutissima.
L’attesa è altissima, ma al tempo stesso la FIA e tutti gli organi competenti restano vigili rispetto a quanto sta accadendo in questi giorni in Medio Oriente. L’evolversi della situazione geopolitica viene monitorata con attenzione, soprattutto alla luce dei prossimi appuntamenti in calendario nell’area, in un momento in cui sicurezza e logistica rappresentano priorità assolute per il Circus.
Ieri il WEC ha rilasciato un comunicato stampa riguardo l'argomento, e proprio questa mattina, anche Mohammed Ben Sulayem ha espresso la sua opinione sulla questione. Nonostante il primo round stagionale sia però in programma a Melbourne, le difficoltà di questa guerra hanno già colpito il paddock della F1, moltissimi addetti ai lavori hanno infatti avuto difficoltà a raggiungere il circuito dell'Albert Park a causa della chiusura degli spazi aerei e di molti aeroporti utilizzati dalle compagnie per fare scalo nelle tratte alla volta dell'Australia.
Gli organizzatori del Gran Premio d'Australia di Formula 1 hanno però rassicurato tutti dicendo che il conflitto in corso non avrà nessun impatto sullo svolgimento del Gran Premio. "La Formula 1, come organizzazione, è molto brava a trasferire persone in tutto il mondo. Questo è il suo lavoro. E sono stati in grado di farlo, quindi non prevediamo alcun impatto sulla nostra gara", ha affermato Travis Auld, direttore generale del Gran Premio d'Australia.
Continuando ha poi stimato che il numero di persone coinvolte sia di circa 1.000. Tutti i loro voli hanno dovuto essere riprogrammati, quindi invece di arrivare in Australia facendo scalo a Dubai, Abu Dhabi o Doha, molti hanno optato per mete come Singapore o Hong Kong.
“I piloti saranno qui. Gli ingegneri saranno qui. I team principal saranno qui. Sono loro che hanno avuto la priorità. Ci sono sempre cose da affrontare, bisogna essere pronti a gestire i cambiamenti improvvisi, rispondendo con flessibilità. Questo è proprio ciò a cui il nostro team è abituato”, ha detto Auld.
Il Bahrein e l'Arabia Saudita ospiteranno il quarto e il quinto round della stagione rispettivamente dal 10 al 12 e dal 17 al 19 aprile. Un portavoce della F1 ha affermato che queste gare “non si terranno prima di diverse settimane”, ma che stanno “monitorando da vicino” la situazione e collaborando con le autorità competenti. Nei prossimi giorni dunque ne sapremo sicuramente di più. Nel frattempo però Imola rimane in pole position per subentrare in calendario nel caso ce ne fosse bisogno.
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